Peppino De Gennaro

Nato a San Nicola da Crissa nel 1936, registrato all’anagrafe come Giuseppe Nicola Dafni De Gennaro.
Ha conseguito la licenza media a Serra San Bruno, la ginnasiale a Nicotera, la maturità classica al liceo italiano “Cristoforo Colombo” di Buenos Aires.
Iscritto alla facoltà di Scienze Politiche all’Università di Buenos Aires, lascia gli studi dopo aver dato 21 esami.
Ha vissuto in Argentina, in Uruguay, in Cile, in Canada (da 41 anni), ha fatto innumerevoli viaggi negli USA, con alcune permanenze. Ha visitato sedici volte la Spagna, dove ha trascorso alcuni inverni. Conosce qualche decina di Paesi, dove è stato non come turista, ma come viaggiatore.
In Italia, oltre che in Calabria, ha vissuto per tre anni a Roma e due a Lecce.
Parla fluentemente il calabrese (lingua madre), l’italiano, lo spagnolo, l’inglese, il francese, oltre ad un più che ottimo portoghese. “Parlicchia” e scrive qualche altra lingua.
Avidissimo lettore, ha letto centinaia e centinaia di libri. Tra i migliori, annovera l’Inferno di Dante (dice di non aver mai capito il Paradiso), l’Iliade di Omero, Don Chisciotte di Cervantes, Cento anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez (il suo scrittore preferito), Platero y yo di Juan Ramon Jimenez. Apprezza Leopardi, Garcia Lorca, Pirandello, Neruda, Ivo Andric, Joseph Conrad, Verga, Rigoni Stern, Camoes, Philip Roth, Corrado Alvaro, Jorge Amado, Asturias, Dino Campana, i russi tutti, Dos Passos, Jack London e molti altri.
Adora la musica classica: Bach, Albinoni, Rodrigo, Vivaldi. Ascolta flamenco (vero), il tango (vero) e la musica folk.
Ha sempre letto Topolino. Dedica due ora la sera alle parole crociate.
Si definisce forse l’unico utopista che, se viene chiamato “comunista”, lo considera un complimento.
Ha un grande, anzi grandissimo amore per gli animali.
Nel 2012 ha pubblicato La transumanza – Storie di un paese in viaggio.

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