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"Storia del Peperoncino. Un protagonista delle culture
mediterranee.
Con ottantacinque ricette d'autore"

In fatto di
gola, come in fatto di sesso, le vie del piacere sono infinite.
E il peperoncino aiuta. A sottolinearlo è Vito Teti nella sua
Storia del peperoncino, una sorta di allegra e divertita
recherche di un tempo perduto e da un presente da riguadagnare,
che ripercorre la storia di questo protagonista delle culture
mediterranee, ma che arriva d'oltreoceano, dalla nascita delle
spezie piccanti al gusto moderno dell'ingrediente principale dei
miglior piatti afrodisiaci.
Il peperoncino, o il diavolicchio, come si chiamava anticamente,
insieme a patata, pomodoro, mais è diventato, grazie a Colombo,
l'emblema di una nuova economia-mondo, forse il primo elemento
globale.
Un'antica storia nell'alimentazione e nella medicina
dell'America precolombiana, si diffonde dalla Spagna alla
Turchia, dai paesi del Mediterraneo a quelli dell'Europa
centrale, dal Nord Africa al Medio e all'Estremo Oriente. La
fortuna del peperoncino è dovuta al fatto che si produce
facilmente, ha un'eccezionale adattabilità e si modifica in
specie di varia forma e piccantezza.
Il primo prodotto globale è anche profondamente democratico: è
stato capace di arricchire e rendere appetibile la cucina dei
ceti popolari, dando origine a un'infinità di ricette, anche
terapeutiche delle malattie sessuali.
Vito Teti è ordinario di Etnologia presso l’Università della
Calabria, dove dirige il Centro di Antropologie e Letterature
del Mediterraneo.
(da "Gazzetta del
Sud") |