Li terrone (Cesarina e Vittoria Carnovale) Anche loro sul pullman per Vibo. Quando, come al solito, quelli seduti dietro esageravamo, loro ci apostrofavano "Terroni". E noi il nomignolo glielo appiccicammo a loro.
Cedro, Zzighala, Giotto, Saronni, Saruzzu,Tacconi (Rosario Manduca) Penso sia uno di quelli che vanta più soprannomi di tutti. I primi furono Saronni per il suo nome di battesimo e Tacconi perché ai tempi del Tacconi all'Avellino lui portava un paio di scarpe con un tacco da fare invidia a Berlusconi e in più si metteva a fare il portiere. Venne anni dopo la frase di Pileggione: "Lu campanili de Manduca" . Perché crossava a campanile. Poi venne Saruzzu nonostante la sua stazza, Pinucciu Perri lo chiamava così. Storico quando Saro bussò alla porta de Pinucciu, dove in molti andavamo a guardare i giornaletti porno: Toc, Toc. - Cu è? - Saru! - Quale Saru? - Saruzzu. E sesamo si aprì. Invece Cedro era chiamato per la stazza. Mentre Zzzighala, per il suo incedere, e Giotto, per i tocchi di pennello alle carrozzerie delle macchine, veniva chiamato da Vitu lu carrozziere.
Peppe Cavallo, Wilkins, Galbani (Giuseppe Galati) Wilkins e Galbani vennero da piccoli, il primo era un giocatore del Milan, il secondo mi sembra perché quando giocavamo a pallone era leggerino, come diceva Vittoriejro: "joca de fioretto". Cavallo nacque dopo, per l'evidente passione per i cavalli.
Megan Gheil (Raffaella Fanello) Chiamata così per la sua vaga somiglianza con una certa Megan degli spot della omnitel.
Next? Avevo dimenticato un nuovo soprannome Lu tronista. Trattasi del fidanzato di Megan Gheil di cui sopra.
Lu classicista, pollicino (Michele Carnovale) Entrambi i soprannomi coniati dal sottoscritto sul pullman che ci portava a Vibo a scuola. Io all'ultimo anno di superiori lui al primo. Primo anno di liceo classico da qui il primo soprannome. Poi vista la sua altezza e la sua esilità nacque pollicino. Era la mascotte del gruppo...
Next? Durante questa estate sono stati coniati dei nuovi soprannomi che avranno bisogno di "affermarsi", per essere inclusi nell'elenco. I soprannomi sono: Mara Carfagna, Marco Carta, La badante, Ricotta, Cannaletta.
Zoppas (Bruno Marchese) Il merito di questo soprannome e' da attribuire a Vincenzo Iozzo (Vicenzo de Lucia). Era una rielaborazione moderna dello storico soprannome della famiglia di Bruno. Teatro "del conio" fu uno dei campi sportivi dell'immancabile terza categoria (Capistrano, credo).
Iella (Mario Gaudente) Fu soprannominato così da Bruno Marchese (zoppas) per la sua proverbiale capacità di "gufare".
Alfredo natta (Alfredo Imeneo) Soprannominato così da Ubaldo Corso (lu gazzettinu) all' indomani dell' elezione a nuovo segretario del PCI di Alessandro Natta.
Lu marchisi (Marco Lavecchia) Veniva soprannominato così, come suo nonno, da Toto Papa (Papuni). Soprannome non originalissimo.
Lu Iozzo (Marcello Lavecchia) Per non essere più originale, di Toto Papa, il sottoscritto soprannominava così, come sua nonna, il fratello di Marco. Se non altro questo soprannome ha avuto più successo.
Lu pokerista (Antonio Iozzo) Il primo a chiamarlo così, mi sembra sia stato Ubaldo Corso (Lu gazzettinu). Naturalmente nasce dalla passione, del soprannominato, per il gioco delle carte. Difatti in un numero de La barcunata viene ritratto con in mano delle carte da gioco. Stranamente queste ultime non erano da poker.
Rutelli (Nicola Galloro) Soprannome coniato dal sottoscritto dopa la sua elezione nella giunta comunale romana.
Ste grande, Ste piccolo ( Stefano Zambrano, entrambi) Più che un soprannome era un modo usato da "Sor Filippo" per contraddistinguerli l'uno dall'altro, in particolar modo quando si parlava della formazione degli "emigrati".
MifioBrù, MifioDaniè (Bruno Franzè, Daniele Franzè) Anche questi più che soprannomi erano il modo con il quale Sor Filippo, faceva intendere di quale dei due figli stesse parlando.
Lu galbaninu (Bruno Galati) Soprannome questo, come per "cingumila", che non ha un ideatore. Nasce spontaneo in molti. Bruno, rappresentante della Galbani, andava in giro con un furgone con sopra scritto: "Galbanino". Da lì il soprannome.
Rambo (Francesco Cosentino) Soprannome coniato dal sottoscritto ai tempi in cui io e Franco, e molti altri paesani, frequentavamo la stessa classe al "Geometra" di Vibo Valentia. Franco era un amante della caccia, sin da giovanissimo, assieme a suo papà ed a suo fratello. E spesso io e lui andavamo in armeria a comprare le "cartucce"(pensate a Vibo vendevano cartucce, e non solo, ai minorenni). Il caso ha voluto che, la mattina seguente alla messa in onda, in prima visione assoluta, del film Rambo, Franco si presentasse in classe, alla seconda ora, con in mano due "buste" piene di "cartucce". E lì non potei fare altro che esclamare "e cu tutti si cartucci chi voi mu fai, Rambo?"
Francu cingumila o babilonia (Franco Biondino) Il primo nasce durante le innumerevoli partite a "stop" che facevamo in quegli anni, anche a casa sua. A Franco bastava avere in mano tre carte dello stesso seme("palu"), anche tre figure, per puntare il massimo("cingumila"....lire). Celeberrima la frase: "A Francu chi fai?" -"Cingumila". Per noi sarebbe stato "cincumila". Ma lui e' di Pizzo, quindi "Cingumila". Il secondo nasce da una sua famosa imprecazione, "mannaia la babilonia", che puntualmente veniva ripetuta dal piccolo, ai tempi, Giorgio, suo figlio.
Pelè (Giuseppe Condello) Soprannome coniato dal sottoscritto, molti anni or sono, allorché Giuseppe si rasò i capelli a zero. E visto che durante quel periodo erano numerose le partitelle in piazza e sopra la terrazza delle scuole elementari, il soprannome era quanto mai azzeccato. La cosa più curiosa e' che alcune volte ho sentito anche suo padre chiamarlo così.
Gionni (Antonio Pileggi) Soprannome coniato da Alfredo Imeneo (Natta), durante una riunione per eleggere il nuovo direttivo dell'ARCI. Il riferimento non casuale era a Johnny il bello. Il bello e maledetto, Mickey Rourke, nostrano. Poi il futuro riservò delle inaspettate sorprese...
Gianni la pera (Giovanni Furlano) Nasce negli ultimi anni,quando già l'ARCI si trovava in via Fiorentino. E quando già da tempo io lo chiamavo Castagna come Alberto, non so per quale strano motivo,ma mi veniva in mente Castagna. Comunque tornando a La Pera, il soprannome gli e' stato "appioppato" da Vicenzo de Lucia, durante una delle innumerevoli partite a "bazzica" che si svolgevano nella nuova, allora, sede dell'ARCI. Il motivo e' stato quello della sua forma fisica, tutti ne ricordiamo la stazza. Da notare che a Vallelonga veniva definito "Il fratello di Ciccio Tilt", per la loro somiglianza.
Trenta (Pasquale Marchese ) Nasce molti anni fa,molto prima di quando si e' diffuso venendo alla ribalta. Saranno stati la fine degli anni '70,quando nelli ciccarelle,da bambini,si parlava di viaggi in automobile. Io dissi a Maurizio Ssie'(un giorno spiegheremo anche questo) mio papà in autostrada quando entra in galleria va a 30(in dialetto) perché passando dal sole al buio magari non vede bene. La cosa rimase tra noi,se non che circa 10 anni dopo, in piazza Crissa, Maurizio raccontò a tutti gli altri amici quella storia, tanto gli era rimasta impressa,e siccome a quei tempi il sottoscritto marchiava quasi chiunque con un nomignolo, tutti profittarono di quella storia per marchiare, a vita, pure me. Da quel giorno in poi per tutti fui Pascali Trenta. P.S. Un ringraziamento però devo farlo a Marcello bumbaru, perché dopo alcuni anni, nell'Arci c'era un poster di Cristina Quaranta e lui diceva: "chista e' Cristina Quaranta la zita de Pascali Trenta". :D

