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Eccomi,
mi presento. Il mio nome è Vito Rocco Carnovale, “Vitu
de li zucchi”.
A
molti il nome
non dirà niente, così come il mio volto, ma a pochi
farà sicuramente piacere. No, non parlo della mia
famiglia, per loro non sono mai andato via, sono nella
mente e nel cuore di mia moglie, sono nei volti e nei
gesti dei miei figli, nel sorriso e nella dolcezza dei
miei nipoti, quando portano i fiori nella mia dimora e
dicono “questi sono per te nonno Vito”. No. Loro
sono scontati, io mi rivolgo a quei pochi compagni di
gioventù con cui ho condiviso meravigliose giornate
giocando a bocce o al bar a parlare di calcio, oppure ad
improvvisare serate, dove ognuno andava a casa a
prendere qualcosa: chi la “soppressata”, chi
“cui dui coccia d’olivi, cui nu morzo de pane e
cui lu vinu….” E poi ci si rincontrava , e
mangiando si rideva, si scherzava, si cantava, fino al
mattino.
Poi,
con il tempo si cresce, le cose si evolvono, si forma
una famiglia e così, eccomi qua, in questa foto, io
emigrato in Germania. Cerco di stare in posa per non
lasciare trapelare nessuna sensazione;
da questa immagine, deve uscire, un ostentata
sicurezza, per non far preoccupare chi riceverà questa
foto, ma credetemi, non è facile. Come si può apparire
sereni, quando hai il corpo sommerso di tristezza, ed il
tuo cuore è dilaniato dalle emozioni!? Rabbia!
Delusione e tanto altro, ma anche speranza, si speranza
di riuscire a fare qualcosa di bello, di grande, non
tanto per me stesso, ma per la mia famiglia, per la mia
giovane e bella moglie, per i miei bambini che sono così
soli.
Immagino
la loro espressione nel ricevere questa lettera, li vedo
in cucina vicino al camino. La mia compagna seduta sulla
sedia e i miei piccoli come pulcini accovacciati davanti
a lei, che con mano tremante apre la lettera, gli occhi
si arrossano e mentre legge, la voce cambia
continuamente tonalità. Dopo aver letto poche righe, di
questa semplice e banale lettera d’amore, i bambini si
spazientiscono e scappano via a giocare nelle altre
stanze e…. anche
se solo per un istante, rimane sola! Chiusa nel
suo mondo e nel suo dolore. No, miei cari, non dovete
provar pena, presto saremo di nuovo insieme e questa
foto che oggi sembra portatrice di malinconia, un
giorno, lontano, diverrà un dolce ricordo tra i
ricordi.
Vitantonio
Carnovale
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