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Spazio Testi

"Toto a Vito Teti"
 

06 Maggio 2008 21:00 Nome: Toto
@ Vito

Dopo un’analisi così attenta e ben articolata, non posso che trovarmi d’accordo con tutto ciò che hai descritto. Infatti, la colpa degli errori che ci trasciniamo nella nostra terra è da ricercarsi nella parte “peggiore” del radicamento.

Come dici, il radicamento dovrebbe essere ben altro, disinteressato, produttivo, volto al bene comune. Invece, quello che vive la nostra gente, è spesso quello che ti porta a sentirti ad esso costretto, per la mafia, per il lavoro, per l’autosufficienza economica. Diventa come un’altra pelle cucita addosso e ti tocca viverci e subirla, malgrado tu voglia magari liberartene. Mentre i pochi che potrebbero affrancarti e che ci campano, si guardano bene dal farlo, perché ne andrebbero di mezzo i loro interessi, le loro fortune politiche e sociali, le loro soddisfazioni personali. E tante famiglie, nel frattempo, non hanno neanche i mezzi per emigrare.

Citavi, tra le altre cose, il fenomeno Lega. Agli inizi, la Lega era un movimento di poche migliaia di persone. Lasciamo per un attimo da parte l’ideologia e le cazzate di Calderoli e Borghezio: bisogna riconoscere che hanno saputo raccogliere il malcontento (e l’ignoranza) della gente, per catalizzare un movimento ed un coinvolgimento delle masse. E l’hanno fatto in una condizione del Nord che, a mio giudizio, era molto meno esasperata di quella che viviamo noi nella nostra terra. A maggior ragione, da noi dovrebbe radicarsi, come sottolinei tu, “una politica fatta di proposte, progetti, valori, tensione etica e prospettiva di cambiamento” (ovvio, non mi riferisco certo all’MPA, la Lega Sud; i movimenti che dovrebbero farlo sono altri).

Io penso che sia giunto il momento di parlare con la gente per cambiare le cose, coinvolgendola, spiegando che “si può fare” e, soprattutto, come ci si può riuscire. Facendo capire che, se chi ci amministra non vuole sentire, dobbiamo farci sentire ancora più forte. A maggior ragione, quelli che si ritrovano “radicati” a fare politica per gli interessi di pochi, non possono e non devono affatto essere considerati intoccabili. Non si trovano lì per un disegno divino, ma perché sono stati scelti dalla gente, che ha tutto il diritto di aspettarsi da loro impegno, serietà ed ascolto, per sperare in un futuro migliore.

Per questi e per altri motivi, mi preme far risaltare lo spirito nuovo, di cambiamento che tu stesso proponi. Penso anche che questo cambiamento non può venire solo dall’alto e non deve essere aspettato come la pioggia in un periodo di siccità. Dobbiamo cercare di cambiare, intanto, noi stessi, anche nelle piccole cose. E, allo stesso modo, trasformare ciò che ci circonda, in modo che tante piccole, nuove realtà possano a breve costruire un grande futuro per le nuove generazioni.