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"Toto al Sindaco"
06
Maggio 2008 21:00 Nome: Toto
Caro Pasquale,
ho letto e riletto tante volte la tua lettera.
Non riuscivo a capire se era frutto del tuo
essere come sempre caloroso, quindi “pasquale”,
o in quanto primo cittadino del mio paese… io
francamente preferisco il primo, come dicevi tu,
e ti assicuro che non ho dimenticato nulla. Per
questo sono qui a scriverti.
Aspetto una conferma per pubblicare la tua
lettera, perché è sì dettata dal cuore, ma
contiene diverse contraddizioni. Ti spiego:
prima di tutto dici che ti eri ripromesso di non
scrivere più, e poi dici di amare il dialogo, il
confronto serio, perché sono il sale della
democrazia. Di fronte a queste premesse, ti
renderai conto che in tanti storcerebbero il
naso.
Poi, da parte di un sindaco chiamato in causa da
più parti, non ci si aspetta che certi temi li
affronti con un incontro, seppur pubblico, che
si terrà “fra sei mesi”, per far capire alla
gente come sono andati i fatti. Converrai che
non è così che si chiariscono le cose,
spiegandole sei mesi dopo, quando alcune vicende
risalgono a quasi un anno prima.
Mi ripeto, con questo non intendo dire che non
accetto l’invito, anzi sono anche io ansioso,
per poter chiarire alcuni aspetti con i nostri
concittadini.
Per quanto riguarda l’eventuale “sudditanza”,
quindi l’intimidazione, non ti preoccupare, sono
cose che non mi riguardano già da un pezzo e
penso che non si possa essere uomo libero se non
si è liberi da ogni forma di sudditanza.
Dette le cose che secondo me sono stonate nella
tua lettera, vorrei che tu mi chiarissi in
privato alcune cose, e se vuoi il tempo lo
trovi.
Ho sempre cercato di sostenere
l’amministrazione, in tutte le sue attività. Ho
sempre difeso (e continuo a farlo) la tua
persona, perché convinto della tua correttezza e
del tuo impegno. So che ogni giorno ti adoperi
per portare avanti tante iniziative utili per la
nostra comunità. Anche per questo mi deludi,
quando dici “Caro Antonio hai dimenticato troppo
in fretta la nostra storia”.
No, Pasquale, io non ho dimenticato da dove
proveniamo e sono orgoglioso di dire da chi
provengo. Se certe cose le sviscero, lo faccio
perché il paese lo sento anche mio, perché
voglio vedere il paese fra cent’anni, perché
tengo alle mie origini e alla mia gente
sicuramente non meno di te, che sei il primo
cittadino. Anche per questo a me non puoi dire
che magari “sto alla finestra a guardare ed
aspetto quando sbagli per poterti colpire”.
Ho cercato in tutti i modi di farti capire, a te
e a tutti i tuoi collaboratori, che volevo
instaurare un filo diretto con
l’amministrazione, per portare San Nicola nel
mondo. Portare quello che tu riuscivi a fare di
buono, non quello che per un’inevitabile forza
di cose sbagliavi. Ma vi siete limitati a dirmi
che non avevate tempo da dedicare a queste cose.
E quando poi vi abbiamo invitato ad analizzare
le decine di proposte che in una rubrica
apposita avevamo inserito sul sito, perché non
vi siete fatti vivi? Ancora oggi sto aspettando
le risposte.
Quando ti ho scritto le due lettere aperte,
perchè tu che ami il confronto non mi hai
risposto dicendomi almeno: “A stronzo, ma che
cazzo scrivi?”, perché sai benissimo che con te
non mi sarei offeso.
Veniamo ora alle “diffamazioni” nei miei
confronti.
Quando si dice che mi sono “impossessato
impropriamente” del nome del paese, che vuol
dire? Sai benissimo da quanto esiste il sito e
come si chiamava quello dell’amministrazione
comunale, quando c’era. E le parole “è un sito
di merda”, “è una vergogna per il paese avere un
sito così” chi le ha dette? Ti faccio sapere che
questo sito è tutt’oggi oggetto di studi, anche
qui al nord oltre che in Calabria.
Non voglio finire il mio sfogo senza parlare
dell’ambulanza, dell’analisi del voto,
dell’informazione ecc. Sono comunque fatti con
risvolti strani, con retroscena poco chiari, ma
non per questo devi vedere la malafede nelle
nostre richieste di chiarimento.
Perché non hai spiegato subito cosa è successo,
o quale è il tuo punto di vista? Così avresti
spiegato l’errore, la buona fede, la ragione… E
ti ricordo che questo, come primo cittadino, è
un tuo dovere. Non puoi, come sopra, dire che
ami il dialogo e poi dire che non hai tempo.
Bastava dedicarci una mezz’oretta.
Magari, per il futuro, nomina un portavoce.
Digli, anche in macchina, cosa deve scrivere.
Immagino che non sarebbe assurdo avere in comune
una specie di ”addetto stampa”.
Infine, ti consiglio: prima dell’incontro di
questa estate, chiarisci la tua posizione, anche
perché, non avendo nulla da temere, potrai solo
averne vantaggi.
Un caro saluto,
Toto
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