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"Pasquale Fera a Toto"
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Maggio 2008 19:02 Nome: Pasquale Fera
Caro Antonio, forse non sono stato molto chiaro
ed esplicito.
Mi ero ripromesso di non rispondere più ad
attacchi ed ingiurie che certamente non fanno
parte di un vivere civile e di una comunità
seria. Ritengo che un dialogo serio, concreto,
propositivo sono il sale di una democrazia
compiuta. Ritengo che un buon politico non si
può sottrarre al dialogo, alla discussione.
Ritengo altresì che la politica ha i suoi
presupposti: primo fra tutti è la crescita della
comunità come senso civico, spirito di
partecipazione, di rispetto, di dialogo, di
solidarietà. La politica deve essere autentica,
passionale, deve essere incoraggiata ed aiutata
nelle scelte, non mettersi di traverso comunque,
non si rendono conto che la storia della nostra
comunità gli da torto, la nostra gente è stufa
dei veleni creati ad arte, credo che sia
veramente giunta l’ora di finirla. Le mie non
sono contraddizioni, sono verità di un
sannicolese che ha dato dieci anni della sua
vita alla sua comunità, con molte rinunce
personali e familiari, ma di questo sono fiero.
Se queste per te sono stonature, sono felice di
essere un sannicolese stonato.
La cosa che fa stare più tranquillo la mia
coscienza di sannicolese è uno stile che mi sono
sempre proposto, servire il prossimo, senza
compromessi e conservando la libertà nella
verità e a servizio di essa. Ritengo che noi non
possiamo rimanere ancorati al vecchio né entrare
più nell’incerto, per far vivere il nostro paese
abbiamo bisogno di certezze, noi, come
amministrazione, abbiamo dimostrato di essere
una certezza non solo materiale, ma soprattutto
nei valori.
Permettimi di dirti che non si può giudicare da
lontano i nostri sforzi quotidiani mirati a dare
dignità al nostro paese che altri, per tanto
tempo, hanno calpestato con l’indifferenza ed il
lassismo. C’è un proverbio della sapienza
calabrese che dice: “Per capire un altro bisogna
mangiare alla stessa tavola con lui per tanto
tempo sino a consumare nei cibi, nel susseguirsi
dei giorni, un quintale di sale”. Il detto
comunica non solo la difficoltà di capire
l’operato degli altri, se non si è vicini, ma
soprattutto la necessità di condividersi e la
pazienza di camminare insieme per la risoluzione
dei problemi, c’è chi ormai da anni opera
quotidianamente per dividere denigrando tutto e
tutti, ancora noi non abbiamo capito il perché,
qualcuno sostiene che è tutta invidia.
Caro Antonio, non mi appartengono le
diffamazioni, non appartengono alla mia cultura,
al mio onesto e leale vivere il quotidiano, mi
sforzo di agire nella giustizia e con grande
spirito di solidarietà, per essere d’esempio e
dare speranza alla nuove generazioni, sono
tuttavia consapevole che il denigrare
gratuitamente non aiuta a crescere, bensì
distrugge in maniera irreversibile tutto e
tutti.
Un saluto,
Pasquale Fera.
P.S.: Puoi pubblicare la mia mail, anche questa.
Mi auguro che possa arricchire la discussione
all’interno del forum in maniera serie e leale.
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