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"ViboWEB"
29
Agosto 2008 16:27 Nome: bruno
Nei giorni scorsi mi occorreva una informazione
dall’amministrazione provinciale di Vibo
Valentia.
Non potendomi recare, per ovvie ragioni, presso
la sua sede fisica, ho pensato di visitare la
sede virtuale, cioè il suo sito internet.
D’altronde se quello di Toto Galloro e della
Congrega sono due siti ben fatti ed aggiornati
quotidianamente, quello della Provincia, ho
pensato, doveva essere stupefacente.
Anche perché, ho continuato a pensare, a
differenza di una congrega, un ente come la
Provincia utilizzerà il proprio sito internet
per fornire informazioni, per avvicinare il
cittadino all’ente (e viceversa), per garantire
la massima trasparenza e per comunicare
all’esterno gli atti e i provvedimenti assunti.
Forte di questo entusiasmo ho avviato la mia
ricerca.
E’ durata due lunghi giorni con i seguenti
risultati.
Ho incominciato disturbando i più impensabili
motori di ricerca, ma le risposte sono sempre
state le stesse: il sito non esiste o non è
attivo.
I miei pochi neuroni, anche se ancora
intorpiditi dal sollazzo estivo, si sono
rifiutati di credere che la vecchia Congrega del
Crocifisso fosse tecnologicamente più avanzata
della nuovissima provincia di Vibo.
Quindi immaginando che l’esito negativo della
ricerca dipendesse da un mio errore o
negligenza, ho telefonato alla segreteria del
presidente della provincia De Nisi per avere
notizie in proposito (non disponendo della guida
cartacea, trovare il numero di telefono non è
stata cosa facile).
Una voce ineffabile mi ha informato che il sito
“non è attivo perchè è in aggiornamento sin da
dopo le elezioni”.
I miei neuroni avevano ragione, il sito esiste,
semplicemente non è operativo per più che
giustificabili ragioni tecniche.
E poi dalle ultime elezioni amministrative sono
passati solo cinque mesi (si è votato il 14
aprile 2008) e non si può pretendere che i
nostri amministratori siano (anche) dei
maratoneti del computer.
Dunque il paragone con il sito della Congrega
era certamente sbagliato anche perché la
Congrega, nell’ipotetico gioco dell’etere, gode
di due ingiusti vantaggi:
- il supporto di centinai di confratelli che
pena la pubblica flagellazione il venerdì santo
sono costretti a lavorare per il sito.
- Il supporto divino (e questo francamente è
eccessivo).
Risolto quindi il confronto con la Congrega (nel
senso che la questa non gioca ad armi pari e
pertanto non merita considerazione), ho pensato
che era necessario confrontarsi con le altre
amministrazioni provinciali che erano state
rinnovate nelle scorse elezioni.
Ero certo che anche loro si trovavano nella
stessa situazione e questo giustificava ancora
di più il lieve ritardo della Provincia di Vibo.
Dopo una breve ricerca ho dovuto constatare che
tutte le altre quindici province, dove si sono
svolte le elezioni amministrative nello scorso
aprile, hanno il loro bel sito, attivo e
funzionante.
Veramente strano. La stranezza però non è nel
ritardo di Vibo (come potrebbe pensare qualche
benpensante nordico) ma nella velocità delle
altre province.
L’arcano è stato presto scoperto da un’accurata
indagine della Procura del Sant’Uffizio, la
quale ha svelato una grave situazione di
collusione tra sacro e profano. In cambio dei
servigi dei loro confratelli per l’aggiornamento
del sito istituzionale, le province garantivano
alle congreghe cospicui pacchetti di voti per le
prossime elezioni dei priori.
Uno scandalo, la fede asservita alla politica.
Fanno bene a Vibo a non piegare la schiena a
questi biechi compromessi di prima repubblica.
Dunque ho proseguito la ricerca per cercare tra
le altre 109 province italiane le decine che
erano prive del sito internet.
Purtroppo non ne ho trovata nessuna.
Questo però non deve scoraggiarci, quello di
essere gli ultimi ci pone in una posizione di
grande vantaggio: a differenza degli altri non
possiamo peggiorare.
E poi, a condizione che anche Cristo non ci
abbia ingannati con la storia che gli ultimi
saranno i primi, non vedo l’ora di vedere quel
momento quando tutti saranno dopo di noi.
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