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"Minacce e malapolitica"
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Dicembre 2008 11:10 Nome: Toto
Ed eccole arrivate, vi stavamo aspettando.
Le mosse per ridimensionare questo spazio sono
arrivate. Dicono che lo vogliono chiudere.
Ma sia chiaro, non staremmo a lamentarci qui, in
questa sede, se le minacce che stiamo ricevendo
in questo periodo fossero semplicemente le
lamentele o i capricci, legittimi o meno, di un
tale ingegnere. E non sono neanche solo il segno
che i cittadini non sono liberi di esprimere il
proprio dissenso senza essere attaccati o
addirittura minacciati di essere messi a tacere.
Queste minacce, assieme ad altri fatti ben più
incresciosi, sono il segno che la democrazia,
anche nel nostro paesino, è a rischio.
E non per il semplice fatto che queste cose si
siano verificate, ci mancherebbe. Ma perché un
sindaco, chiamato in causa direttamente, messo
al corrente della gravità dei fatti, e chiamato
a prendere una posizione, faccia finta di
niente.
Caro sindaco, la stragrande maggioranza di chi
sta leggendo questa pagina non avrà la minima
idea di quello a cui mi riferisco. In tanti non
capiranno e, non conoscendo i fatti, magari non
potranno condividere queste mie parole. Ma tu
non sei nelle loro condizioni. Ormai alcuni
giorni fa, ti ho mandato una mail dove ti
documentavo tutto e ti invitavo a prendere una
posizione. E ad oggi, il nostro primo cittadino,
non ha preso in considerazione di rispondere a
questi fatti.
In effetti, non è la prima volta che succede,
non è il primo tentativo di zittire quelli che
la pensano in modo diverso e hanno l’ardire di
esprimersi. Già altri, in passato, ne hanno
pagato il prezzo: le lettere ai direttori dei
giornali, la minoranza messa in un angolo, lo
snob per questo spazio, tanto ostinato da
rifiutare di utilizzarlo come mezzo di
informazione per raggiungere i nostri paesani,
emigrati e residenti, quando le istituzioni non
hanno neanche un loro spazio simile per farlo.
Questo mi fa riflettere molto.
Ma oggi la cosa che mi preoccupa di più, e mi
rivolgo ancora al primo cittadino, è il tuo
silenzio. Il tuo occuparti di altre cose, mentre
pubblicamente si infamano gli emigrati (quindi
il 75% dei tuoi compaesani), mentre si
ingiuriano gratuitamente dei tuoi concittadini
che non hanno mai partecipato a nessuna
discussione. E non da parte di un normale
paesano, ma da uno che al nostro paese ha preso
un impegno pubblico con l’amministrazione e con
i cittadini, che viene retribuito con i soldi di
tutti (chissà quali epiteti utilizzerebbe
Bossi…).
È troppo facile riconoscere la piaga
dell’emigrazione d’estate, in convegni e
incontri in piazza, per poi dimenticarla in
inverno, in casi simili. Ed è veramente
vergognoso che situazioni del genere non vengano
degnate della minima considerazione.
E questa volta non puoi dirmi che non hai avuto
tempo di seguire il tutto per i troppi impegni.
So per certo che sei al corrente della vicenda
e, insieme a te, anche i tuoi collaboratori (se
non in prima persona, quasi) hanno seguito il
tutto e non hanno speso neanche una parola, che
fosse una.
Ancora una volta, siete riusciti a dimostrarci
che, nella nostra comunità, i cittadini che
protestano non hanno neanche il diritto, minimo,
di essere considerati. E inoltre che non solo i
cittadini, emigrati e non, non sono minimamente
tutelati, ma il primo che passa può permettersi
di oltraggiarli come meglio crede. Senza che le
istituzioni, che dovrebbero tutelarli, abbiano
la decenza di intervenire. Non una parola.
Sì, caro Vito Teti, la tua indignazione per la
società calabrese, per la mala-politica,
sicuramente comprendeva anche queste cose. Ma se
mi permetti, questo mi fa ancora più male,
perché si tratta del mio paese.
Forse, chi non è al corrente di tutto, non
riuscirà a comprendere l’accaduto e queste mie
rimostranze. Ma mi vedo costretto ad utilizzare
questo spazio, perché sembra essere rimasto
l’unico ancora considerato. Vedremo per quanto.
Io un’idea me la sono fatta, ma penso anche voi.
Per questo chiedo:
al gruppo PD di maggioranza,
al gruppo di minoranza dell’amministrazione
comunale,
al giornale “Il Quotidiano della Calabria”,
attraverso GB Galati,
di chiedere chiarimenti, con interpellanze al
sindaco, sui fatti da me descritti.
Imbavagliare il popolo sannicolese, come tutti i
popoli, non è facile. E anche se riusciste a
chiudere un sito web, se ne aprirebbero altri
cento, con più forza e determinazione.
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