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"Finché c'è legge c'è speranza"
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Dicembre 2008 19:25 Nome: Vito Perri
La giustizia è il potere di chi non ha potere.
Il potere del popolo, dei poveracci per
intenderci.
I potenti ed i ricchi non hanno bisogno della
giustizia, in genere sono sempre la controparte.
Se un magistrato indaga su una banda di
incalliti ladroni superprotetti, deve stare
molto attento. Pur facendo il proprio dovere,
deve guardarsi le spalle.
Immediatamente viene messo alla berlina dalla
libera stampa che inizia a raccontare peste e
corna, complotti e persecuzioni, infondatezza
delle indagini, ecc.
Chi detiene il potere non ammette interferenze.
Ma se per caso, tanti magistrati, rovistando
negli armadi del malaffare scoprono le stesse
porcherie in mezza Italia, portando alla luce
scheletri nascosti, ammassati alla rinfusa
nell’esercizio amministrativo di funzioni
pubbliche, sia dell’uno che dell’altro
schieramento (trasversalismo) allora succede il
finimondo.
L’indagato, immediatamente, si dichiara sereno e
fiducioso nei confronti delle indagini e della
magistratura, estraniandosi dai fatti a lui
ascritti (candore morale)
Povera anima, qualcuno gli vuole fare la
bua..!!!
All'istante, i colleghi fanno quadrato
(corporativismo trasversale), tirando fuori
accanimenti e persecuzioni nei confronti del
poveretto finito nei guai giudiziari.
Ne esce fuori un vespaio!
Gustizialismo.!!. Processo mediatico.!!. Gogna
pubblica..!! dichiarano scandalizzati gli altri
amichetti.
Nel frattempo, al furbacchione, iniziano a
manifestarsi i primi segni delle stimmate sulle
mani e subito dopo cena avverte pesantezza
epigastrica e presenze divine seguite da
inconfutabili apparizioni celestiali.
Così, sempre che non intervenga la prescrizione
del reato o l’archiviazione, se la cava
unicamente con qualche osso rotto.
Si va bene essere garantisti, però fin tanto che
provi la tua innocenza, almeno dimettiti!!
Se poi ti condannano, che facciamo!!
Lasciamo al proprio posto un farabutto a
delinquere per tutti questi anni!!
Intanto gli altri amichetti della compagnia
iniziano a preoccuparsi perchè il vento sta
girando al contrario.
Investono del problema anche i politici, che
considerato lo sputtanamento per quello che sta
accadendo in mezza Italia, dove non si capisce
più chi è il buono e chi il cattivo, ma tutti
pappa e ciccia (qualunquisticamente), cosa che
ogni elettore intuisce da solo, e considerato
che l’elettorato non è incaricato di funzione
divina come Gesù Cristo sul Golgota, manda tutti
a quel paese sia il cattivo che il buon ladrone
e non va più a votare. (vedi elezioni in
Abruzzo)
“C’azzecca”, direbbe l’On. Di Pietro.
Si perde in Abruzzo ma in compenso si vince
nell’Ohio (USA)
Invece di dare una pedata nel di dietro alle
mele marce, iniziano a menar il can per l’aia
per riorganizzarsi in qualche modo dal terremoto
che li ha travolti e che non risparmia nessuno.
Attraverso riunioni e microinterventi di
facciata cercano di curare le metastasi interne
al partito.
Inviano i proconsoli nel Sud, per tentare di far
rispettare l’editto emanato dal triunvirato
capitolino.
Quasi tutti iniziano a brontolare: “così non si
può andare avanti”.. “troppa ingerenza della
Magistratura sulla Politica” invertendo il
problema.
Ossia, i magistrati indagano sui furbetti del
quartierino e scoprono un sacco di magagne e
ruberie facendo il proprio lavoro diligentemente
e i politici invece di buttare fuori le mele
marce intervengo a censurare quelli che hanno
impedito ulteriori ruberie?
Un mondo che va al contrario.
Menti raffinate!!!
Nuove regole allora! .. Si cambia!.
La riforma impedirebbe di avvalersi nelle
indagini delle intercettazioni telefoniche per i
reati che prevedono pene inferiori a dieci anni.
In tale modo saranno depenalizzati (d’ufficio)
tutti i reati contro la Pubblica Amministrazione
(gli amministratori ladroni, per intenderci).
Chi li ferma più!!
I predoni andranno a zonzo impuniti.
La gente muore di fame ed i furbetti del
quartierino la faranno franca.
Nuovo look, Signori ..!!
Si va bene il nuovo look, ma i fondi europei
spariti in Calabria dove sono andati a finire??
E i nuovi fondi, che fine faranno?
I fondi comunitari, come appuriamo dalla stampa
a seguito delle inchieste in corso, finiscono
nelle casseforti dei potentati politici e le
briciole per calmare gli appetiti delle
fameliche clientele che vi girano intorno.
La Comunità Europea farebbe bene a non erogare
più fondi, considerato che generano solo
malaffare senza creare sviluppo e occupazione.
Un mare d’incarichi e di consulenze. Un nominaio
politico incessante.
Della Magna Grecia è rimasto ben poco.. Magna
... ma la Grecia è sparita, chi sa dove?
Le indagini della magistratura sui fondi europei
portano alla luce che la prima parte del
finanziamento erogato serviva per dare una
sembianza di fattibilità e per pagare la
percentuale del progetto, la seconda e la terza
parte per arricchire i compari.
Il tanfo proveniente da alcuni ambienti occupati
dai politicanti è ormai nauseabondo ed
intollerante.
Le relazioni dell’ex On. Francesco Forgione
(Rifondazione Comunista) e dell’On. Angela
Napoli (A.N.), persone serie e di alto profilo
morale, rivelano scenari inquietanti sul
malaffare.
Questione morale, magari!! La questione è
decisamente immorale.
Qualcuno, tempo fa, un vero signore di nome
Enrico Berlinguer, voleva risolverla veramente.
Aveva posto il problema quale priorità della
politica.
Purtroppo è morto e i suoi successori hanno dato
vita ad un partito contenitore messo su in
fretta e furia insieme ai resti nostalgici dello
splendore, che un tempo fu della Balena bianca e
di Bianco fiore.
I parti di plastica d’ispirazione aziendale o
quelli in odore di compromesso storico, sono
stati assemblati in fretta e furia in nome
dell’impellente necessità di partorire un pacato
e rassicurante bipolarismo parlamentare.
Ciò, ha determinato nell’elettorato disaffezione
e diffidenza verso una casta politica
interessata di più alla durata e alla stabilità
della legislatura che alle necessità e i bisogni
della gente comune.
Il distinguo d’appartenenza politica all’uno o
all’altro schieramento, è venuto meno.
I partiti si sono trasformati via, via in meri
contenitori di consensi.
Hanno messo da parte ideologie e valori che un
tempo diversificavano gli uni dagli altri,
affidando molte volte la gestione e il potere
locale a procacciatori di consensi elettorali,
esperti brokers in clientele.
Tempo fa, un potente ministro socialista, Rino
Formica, in un famoso congresso del suo partito,
disse: “Il convento è povero ma i frati sono
ricchi”.
Aveva individuato la questione morale d’allora.
Poco tempo dopo scoppiò Tangentopoli con
l’inchiesta Mani Pulite.
Alla Camera dei Deputati, l’On. Bettino Craxi
affermò che il sistema collusivo fra politica ed
affari era trasversale in quasi tutti i partiti.
Il Partito Socialista venne azzerato, molti
altri partiti salvarono la pelle, anche se ne
uscirono malconci.
Quella inchiesta determinò la fine della “Prima
Repubblica”.
Ora, dopo molti anni, in alcune amministrazioni
della res-pubblica, si scopre di nuovo il
coperchio della pentola ed esce di tutto, al
momento, solo la punta dell’iceberg.
Le inchieste evidenziano qualcosa di diverso, di
mutato dalla vecchia e cara Tangentopoli, che fa
un poco tenerezza al confronto delle nuove
inchieste.
Mani Pulite, rimarcava la dipendenza delle
aziende e della finanza nei confronti della
politica, ora contrariamente è la politica che è
quasi sopraffatta dal potere economico.
Col tempo, i predoni della nostra penisola, si
sono attrezzati meglio.
Di continuo, ci propinano la solita storiella
che; “i giovani si devono avvicinare alla
politica”...“ sono una risorsa preziosa per il
futuro di questa terra e per il rinnovamento
della dirigenza politica”
Non ci credo nemmeno se sottoscrivono un atto
notarile.
Raccontano un sacco di balle.
Qui da noi, non si butta via mai niente, come il
maiale.
Le cariche politiche e le poltrone dalle nostre
parti, si trasmettono di padre in figlio.
Neppure il decesso del titolare interrompe il
ciclo.
Le poltrone sono incollate ai deretani con l’Attak.
Il nominaio politico regionale non prevede
ricambio generazionale, ma solo asservimento.
Fra non molto gli intrallazzatori locali
torneranno nelle nostre case con “i santini”
degli eterni candidati, loro protettori.
Poi piazzeranno gli amichetti ed i commensali
tutti, loro degni sodali, nelle vicinanze dei
seggi elettorali.
Con sguardo premuroso scruteranno ogni elettore
che si recherà al seggio per votare, i
movimenti, con chi intrattengono conversazioni
prima del voto, verificando l’affidabilità di
ognuno, schedando ogni elettore molto meglio
della Digos.
I giannizzeri porteranno nella cabina elettorale
tutto quello che riusciranno a raccattare,
compresi malati e moribondi.
Tutto fa brodo... tutto fa numero... fa
risultato.
E’ questo il consenso elettorale nel Sud, il
consenso del bisogno, della disoccupazione,
delle condizioni di vita difficili, della
disperazione.
Terre senza speranza, giovani senza futuro.
Viviamo in una regione dove la povertà è sempre
più diffusa, la disoccupazione e tutti gli altri
mali che affliggono da sempre queste terre
benedette da Dio e trascurate dal potere,
rendono deboli le persone per bene e fortificano
i faccendieri che realizzano comodamente le
proprie ed altrui fortune economiche sulla pelle
dei poveri cristi, adoperati come dei bancomat
elettorali in cambio di piccoli favori o di
promesse quasi mai mantenute.
La raccomandazione e il privilegio, sono le cose
più affannosamente ricercate in questa terra,
insieme a qualche buona occasione di entrare a
far parte di qualche “comitatuccio d’affari”
conveniente, che non dia all’occhio e che non
sia oggetto di particolare attenzione da parte
della Autorità, tre o quattro buoni amici fidati
“i furbetti del quartierino”, con buone
conoscenze politiche che sostengano il
progettino, ed è fatta.
Bacchettoni perbenisti in pubblico, ipocriti
intrallazzatori nel privato.
La gente onesta del Sud è divenuta ostaggio del
malaffare e dell’intrallazzo, dove faccendieri
di corte si arricchiscono, sottraendo risorse
vitali allo sviluppo ed alla crescita economica,
pregiudicando irrimediabilmente il futuro dei
nostri figli.
Nel corso degli anni, si sono infiltrati e
ramificati come la gramigna, un verminaio,
occupando poltrone e potere con il marchio del
partito d’appartenenza, costituendo solidi
“comitati d’affare” dove la regola
dell’affiliazione è: do ut des (io do affinché
tu dia)
Non c’è speranza.
Noi, tutti clienti della politica. Noi, tutti
servi sciocchi per conto terzi.
Prima o poi faranno anche le promozioni come al
supermercato, il tre per due.. con due tessere
te ne regalano una gratis.. la raccolta punti..
con cento punti ti danno la licenza edilizia,
con tremila punti un finanziamento POR, ecc.
In Calabria, dopo quanto si è appurato a
conclusione delle indagini di Why Not, in cui
sono coinvolti al momento (a torto o a ragione)
autorevoli rappresentanti dei partiti che hanno
governato la regione nelle ultime due
amministrazioni, prima il centro-destra e oggi
il centro-sinistra, se cade il governo attuale,
chi vai a votare??
La famiglia del Mulino Bianco, La Vispa Teresa o
l’Uomo Ragno???
Ecco perché in Abruzzo hanno disertato le urne.
Mica per la neve ed il maltempo.
Al femminile, la politica nel Sud rimane ancora,
purtroppo, solo corsia elettorale tutta cipria e
fard.
Le rappresentanti delle quote “pari opportunità”
non brillano certo di luce propria nel portare
avanti iniziative di ampio respiro per la
propria terra (tranne alcune autorevoli
parlamentari)
Magari, qualche capatina in terra maledetta la
fanno, in occasione dei cortei a fianco del
gotha del partito, in occasione di gravi eventi
criminosi o quali abili relatrici in convegni di
alto profilo, destinati ad una platea colta ed
erudita, frequentati di solito da altezzose
signore di mezza età, di buona estrazione
sociale, con la puzzettina sotto il naso,
adeguatamente impellicciate per l’occasione, le
quali esibiscono contezza dello status sociale
realizzato in terra di Calabria.
Un famoso statista affermava che: “Governare gli
italiani non è difficile, è inutile”.
Non esiste traccia di una indignazione
collettiva per i fatti che accadono, che subiamo
sulla nostra pelle e su quella dei nostri figli.
Aspettiamo rassegnati ed impotenti affinché
siano gli stessi partiti politici ad indignarsi
fra di loro a vicenda.
Purtroppo ne sono rimasti ben pochi in
Parlamento di partiti, sfoltiti, come i capelli
dal barbiere.
Non esiste una vera indignazione.
La nostra è soltanto un’ostentata quanto
silenziosa indignazione da telecomando o da
quotidiano regionale.
Condividiamo solidali un’ articolo di stampa o
aderiamo al pensiero del conduttore di una
trasmissione televisiva a noi gradita.
E’ un’indignazione digitale, da blog, da
Facebook, in rete ed omologata, che non produce
effetti, che non precede, che non incalza
eventi.
Facciamo il tifo per i magistrati, i nuovi eroi
di questo nostro tempo malato, coloro che
nell’immaginario collettivo, bastonano il potere
e i potenti corrotti, liberandoci dalle angherie
quotidiane, dalle catene dell’asservimento
politico, da chi ci opprime, da chi ipoteca il
nostro futuro.
Muti e senza esporci attendiamo, sperando che
scoppi il bubbone che riporti certezza, diritti,
regole e convivenza civile.
Qui si campa senza certezze, dove non c’è un
progetto né un’idea di futuro, ma solo passato,
dove nessun Obama verrà mai a regalarci.. un
sogno!
Sono in macchina con la mia famiglia, mentre ho
questi brutti pensieri, sulla strada
che porta al Centro Commerciale, per comprare
scarpe nuove ai miei figli.
All’improvviso, questi si mettono a soffiare
forte con la bocca, indirizzando il fiato in
direzione delle distanti eliche dell’energia
pulita che hanno fatto diventare la Calabria più
vicina all’Olanda, con i suoi mulini a vento.
Le nostre eliche sono bianche e anche gli alti
tralicci a cui sono attaccate hanno lo stesso
colore (il candore dell’energia pulita).
Le grandi imprese del nord hanno portato in
Calabria cose moderne, bianchi e
supertecnologici mulini a vento.
Un tocco di colore sulle nostre verdi montagne e
colline, immutate da secoli... a battere la
fiacca.
Che bello.. ragazzi!! Quando sarete grandi e
farete la scampagnate vi sembrerà di stare
all’aeroporto!!.
Un’elica sembra muoversi.. fa mezzo giro e poi
si ferma.
Preso anch’io da questa voglia infantile, provo
a credere che il mio fiato possa davvero far
muovere le eliche.
Dai ragazzi.!! Soffiate insieme a me, più forte
che potete.!!..
Niente da fare!. Non si muovono!
Nel frattempo mi sorpassa un’auto blu, con la
scorta.
Allora immediatamente faccio smettere i ragazzi
che sono ancora intenti a soffiare nella
direzione delle eliche, attaccati con la bocca
al finestrino.
Dai.!! Smettetela, per favore.!! Se no, qualcuno
oggi passa un guaio.!
Se dentro la macchina blu, c’è un magistrato e
vi vede intenti a soffiare in direzione delle
eliche, prende nota che manca il vento e
qualcuno finisce nei guai!!
Basta così, per oggi !!
E’ Domenica e quei poveri amministratori, che
hanno stipulato la concessione, sono andati a
messa insieme alle loro famiglie a prendere la
comunione e ringraziare il Signore per la
Provvidenza, in fondo sono tutti dei bravi
cristiani..
Il Signore perdona ogni peccatuccio, mica è
nella Magistratura.
Vito Perri
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