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"N'arrobbaru lu suli"
02
Febbraio 2009 20:00 Nome: Toto Email:
galloro.antonio@inwind.it
“Frana la Calabria…. E’la frana di una classe
politica decrepita, che non vuole cedere il
passo. E’ la frana di quei partiti che si
permettono il lusso di creare e alimentare
divisioni e lacerazioni in un territorio (come
il Vibonese) già frammentato e martoriato. E’ la
frana dei gruppi dirigenti, del mondo delle
imprese, dei tecnici, degli intellettuali che
assistono, apatici, indifferenti, complici, alla
devastazione di tutta la regione. E’ la frana
dei sogni e delle speranze. E’ anche la frana
della pietas e della compassione. E’ la frana
che segnala la più totale mancanza di
“religione”, di un qualsiasi tessuto connettivo
e comunitario. Quando chi governa, chi gestisce
i fondi, chi dovrebbe salvaguardare e
valorizzare il territorio si sveglierà, forse,
sarà troppo tardi. Vito Teti”
Come non condividere il tuo grido di rabbia?
Penso che ogni persona di buon senso l’abbia
fatto suo.
Allo stesso modo, purtroppo, ci sono persone con
responsabilità dirette che possono affermare,
senza paura di essere smentiti, di condividere
il tuo sgomento, perché non si sentono chiamati
in causa in prima persona. Come non si è mai
sentito di un mafioso che si sia dichiarato
tale. Un esempio emblematico è la ‘fede’ dei
mafiosi, che prima di ammazzare fanno la
preghiera al santo affinché li protegga e il
‘lavoro’ vada a buon fine. Mafiosi devoti, che
giurano sulle immagini sacre di Madonne e Santi,
e non mancano mai di allestire altari nei loro
covi. La mafia che riprende una ritualità
direttamente da quella cattolica e che reclama
un utilizzo strumentale della religione per
dichiarare la propria esclusività, come se
volesse dimostrare di avere Dio dalla propria
parte. Mentre la fede cristiana dovrebbe essere
improntata sui valori dell’amore, della carità e
del perdono così come insegnati dal Vangelo.
Così come non sentirai un politico dire di fare
gli interessi propri: al contrario sentirai che
lavora per il bene della collettività e per lo
sviluppo del territorio e la crescita del paese…
ma sarebbe comunque troppo semplicistico
definire la politica ‘sporca’ o ‘pulita’. Forse
è più opportuno dire che ci sono uomini che
fanno politica sporca (ed è la stragrande
maggioranza) e ci sono altri che cercano di fare
politica pulita. ‘Cercano’, perché dopo un po’
sono in pochi quelli che rimangono coerenti, per
la maggiore smettono di comportarsi onestamente
o escono dalla politica. Ne è una riprova, che
lo sviluppo e le soluzioni vengono cercate ed
invocate solo e sempre un attimo dopo le
tragedie, le catastrofi o semplicemente dopo
l’abbandono del territorio. Per avere più canali
di finanziamento e, data l’emergenza, meno
controlli e di conseguenza maggiore possibilità
di far girare la torta da spartire, senza che
nessuno possa gridare allo scandalo. Vedi
terremoti, smottamenti vari, allagamenti e
perché no stragi, o semplicemente decreti
straordinari, studiati apposta per creare
l’emergenza quando le calamità non danno una
mano.
Molto probabilmente le nostre proteste servono a
poco o scalfiscono in maniera impercettibile i
diretti interessati, ma penso che si debba
continuare su questa strada per avere un minimo
di speranza. C’è tanta gente comune che
condivide quello che scrivi e attraverso la tua
denuncia riesce a mantenere viva quella
fiammella che può permettere in futuro di
cambiare le cose.
Credo che chi ancora ha la forza di denunciare
lo debba fare con determinazione e debba
spingersi in modo più diretto, per denunciare
pecche e misfatti e indicare la strada per
costruire un futuro migliore.
Non può bastare dire che la politica non
funziona o che la macchina burocratica rallenta
il processo. Si generalizzano tutti i problemi e
diventa impensabile trovare una soluzione,
legittimando chi riesce a nascondersi dietro al
muro dell’omertà.
Un grosso grazie va a te, che malgrado tutto
riesci ad emozionare e a rendere vive tutte
quelle persone che pensavano di essere rimaste
sole.
Toto
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