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"Nuova Crissa? No, grazie!"
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Luglio 2009 17:10 Nome: Toto email:
galloro.antonio@inwind.it
Mi ero ripromesso di non scrivere, di stare ad
aspettare, ma di tempo ne è passato fin troppo.
Mentre sono messi a repentaglio il quieto vivere
e la sicurezza del nostro paese, mentre viene
colpita l’intera comunità, dal pensionato al
professionista, dall’imprenditore al piccolo
commerciante, c’è chi ha deciso di chiudersi
dietro un muro di omertà e di silenzio, come a
voler nascondere o esorcizzare la realtà dei
fatti. Non una parola è stata spesa per
deplorare i gravi avvenimenti che si stanno
verificando nel nostro paese.
Cari amministratori, il vostro insistito,
pesante silenzio è stato incomprensibile, al
punto che ormai un vostro eventuale intervento
sarebbe fuori luogo e inutile; ma potreste
spiegarmi se per voi è questo che vuol dire
amministrare un paese?
L’isola felice di cui parlavate l’estate scorsa
è ancora tale o esiste solo per pochi?
Perché francamente sorge più di qualche dubbio.
Caro primo cittadino, non spetta certo a me
ricordarti che di fronte a situazioni simili,
che riguardano la sicurezza dei propri
cittadini, è un dovere istituzionale intervenire
con decisione e prendere posizioni nette, per
contrastare i fatti criminosi e ripristinare la
legalità. Abbiamo atteso e confidato invano in
una tua presa di posizione, ma abbiamo dovuto
nostro malgrado prendere atto che ad oggi non è
avvenuto niente di tutto ciò. In passato ti ho
sentito parlare giustamente di rispetto della
legalità, di trasparenza, di lotta agli abusi e
ai soprusi, di incentivi agli investimenti dei
giovani. Ma adesso che la comunità ha bisogno
del sostegno, morale e non solo, delle
istituzioni, l’omertà è piombata come un
macigno.
Per quale motivo?
Mi viene da pensare che se tutto questo fosse
avvenuto in periodo elettorale, le cose
sarebbero andate diversamente.
Caro vicesindaco, è più importante spedire
messaggi di circostanza, seppur significativi, a
chi si trova in un altro continente, piuttosto
che esprimere solidarietà ai paesani che sono
stati tanto ignobilmente colpiti? È così
improponibile mettersi nei panni di chi aveva
investito soldi e sogni per il futuro, forse con
l’unica presunzione che anche nel nostro paese,
con il sudore e con i sacrifici, si può
costruire l’avvenire proprio e della propria
famiglia?
Cari compaesani, non prevedo un futuro roseo se,
come dicono, il nostro è un paese modello,
“preso come esempio” dagli altri… un paese dove
rubano in pieno giorno migliaia di euro in
sigarette al tabacchino, trafugano salumi a dei
pensionati, appiccano fuoco alle cataste di
legna fuori casa, compiono atti vandalici ai
danni del comune, rubano i pneumatici ad un
onesto lavoratore, e ancora rubano una cisterna
di gasolio, incendiano un bar mettendo a
repentaglio anche l’incolumità dei vicini, o
derubano due pensionati dei loro risparmi, che
incautamente tenevano in casa. C’è da chiedersi
quando e chi sarà il prossimo, considerando che
tutti questi avvenimenti si sono verificati in
breve tempo... e tutto questo, nel silenzio
assordante di chi, al contrario, dovrebbe farsi
sentire con forza ed ergersi a garante della
sicurezza dei propri cittadini.
Ma forse, chi dovrebbe farlo è troppo impegnato
su altri fronti e non può sprecare il suo tempo
prezioso.
D’altronde, che importa se una famiglia è stata
distrutta?
Che importa se una coppia sarà costretta ad
andarsene dal nostro paese?
Che importa se la gente ha paura ad uscire di
casa?
È molto più importante presentare alla stampa la
raccolta di santini, promuovere un’abuffata di
carne arrostita, ed ancora, parlare della
complessità nell’organizzare un torneo di
calcio.
Queste cose mi fanno riflettere sulle passate
elezioni con consenso bulgaro.
Complimenti per i risultati che stiamo
raggiungendo.
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