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"Si può fare di più"
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Agosto 2009 20:27 Nome: Toto email:
galloro.antonio@inwind.it
Non siamo mai stati riluttanti a considerare gli
aspetti positivi e le cose che funzionano nel
nostro paese. Anzi, come più volte abbiamo
sottolineato, concordiamo nel fatto che
l’amministrazione comunale stia portando avanti
un lavoro lodevole e che abbia dei progetti
futuri interessanti. Allo stesso tempo, però,
non possiamo proprio fingere di non vedere tutte
le situazioni controverse, le problematiche non
affrontate a dovere e le questioni da
migliorare; anche perché la maniera migliore per
cercare di risolverle è rimarcarle, discuterne
assieme e confrontarsi su questi temi, non certo
farli finire nel dimenticatoio.
A tale proposito, questi ed altri aspetti sono
stati sollevati diverse volte in passato, con
richieste di delucidazioni e di intervento dagli
esiti finora scoraggianti. E tante domande
continuano a sorgere spontanee, come sul
discorso-sicurezza... a proposito, questa volta
la vostra risposta è stata più tempestiva (per
chi non lo sapesse, nella notte di venerdì
scorso sono state vandalizzate decine di
automobili in paese): peccato che non si sia
agito allo stesso modo negli altri casi... Ma ne
riparleremo in un’altra occasione: non si può
ridurre a poche considerazioni un tema così
importante.
In questa sede mi preme cercare di sciogliere
altri dubbi, in particolare su certi metodi che
mettono in difficoltà diversa gente in paese.
Ad esempio, per il reclutamento del personale da
utilizzare saltuariamente, perché non si
istituiscono apposite graduatorie? Se non altro,
per togliere, o per lo meno ridurre, l’imbarazzo
delle persone che si vedono costrette a chiedere
al sindaco, o chi per lui, la concessione di
dieci o di quindici giorni di lavoro. Mettiamoci
per un attimo nei panni di chi non vuole
accettare queste logiche... non lavorerà mai?
Senza contare poi, che si metterebbero anche a
tacere le tante persone che dicono che lavorano
sempre gli stessi...
Ci sono poi alcuni casi irrisolti che sono ormai
parte della quotidianità dei cittadini.
Mi vorrei ricollegare agli ultimi interventi
pubblici del primo cittadino: in tutta la sua
appassionata relazione, piena di euro, non ho
sentito parlare di investimenti per
l’abbattimento delle barriere architettoniche,
neanche in strutture più recenti, che
l’amministrazione ha giustamente pubblicizzato.
Io chiedo: come fa un diversamente abile
costretto su una carrozzina a sentirsi parte
integrante della nostra comunità, quando viene
escluso da quasi tutte le attività del paese (se
consideriamo che non può andare in posta, non
può assistere ai consigli comunali ed ancora, ma
non ultimo, non può andare liberamente in
chiesa)?
Non è sicuramente tutta colpa di questa
amministrazione se ci troviamo a questo punto,
ma fa specie sentire parlare di centinaia di
migliaia di euro e non averne in preventivo
neanche uno per l’abbattimento delle barriere
architettoniche, soprattutto considerando che
nel nostro paese l’età media è molto alta.
E tanto per rimanere nella quotidianità, perché
ad una famiglia è stata inspiegabilmente
rifiutata la concessione di un ingresso
carrabile e di uno pedonale (richieste
tutt’altro che numerose nel nostro paese)?
Dai dati in mio possesso risulta che il primo è
stato negato perché la richiedente “non ha
alcuna attività commerciale”, l’altro perché
l’accesso pedonale non sarebbe “contemplato da
alcuna fonte normativa o regolamentare”.
Motivazioni che stridono con il regolamento
comunale TOSAP, che non menziona in alcun modo
limitazioni ai soli casi di “attività
commerciali”, mentre all’art. 4 fa pure
esplicito riferimento a “passi carrabili o
accessi pedonali”. Forse si tratta soltanto di
un’altra piccola leggerezza, che però avviene
proprio mentre in altri casi, a quanto pare, il
suolo pubblico di piazze e strade viene
ampiamente concesso (autorizzato o meno che sia)
senza grandi problemi.
Se non si utilizza lo stesso metro per tutti,
rispettando e facendo rispettare le norme, si
creano inutili contrasti e confusione tra la
gente del paese.
Per il momento mi limito a questi pochi quesiti,
per dare il tempo necessario
all’amministrazione, nel caso lo ritenesse
utile, di verificare ed eventualmente ovviare a
queste lacune, per poterle annoverare come punti
a proprio favore nelle prossime discussioni.
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