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"Indovina chi viene a cena?"
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Gennaio 2010 10:50 Nome: Vito Perri
A
Rosarno c’è stata la guerriglia.
“I negri” hanno messo a ferro e a fuoco la
città.
Coloro che hanno attraversato l’inferno per
sbarcare sulle nostre coste, non si sono fatti
intimidire dai “professionisti” delle teste di
capretto mozzate, nel reclamare il loro diritto
d’esistere, diversamente dai tanti vigliacchi,
servili e omertosi “bianchi”.
Purtroppo, anche questo schifo è sempre meglio
che la morte certa nelle loro terre di origine.
Poi, hanno avuto la peggio.
“Negri di merda”, dovete andare via da qua!!.”
“Vi abbiamo sempre trattato con “i guanti
bianchi” .
Guanti di lattice, per intenderci.
Per non prendere pericolose malattie da questi
“sporchi abbronzati”.
In questa Italia bacchettona e razzista, con l’
immagine di “brava gente” esportata in ogni
parte del mondo, come il cavallino rampante
della Ferrari o l’aquila di Giorgio Armani,
terra di solidarietà e di comprensione e patria
dei cultori “dell'assistenzialismo”, mi vergogno
per il silenzio e per l’incapacità di
riconoscere la ricchezza e l’onore di essere di
fronte a culture, linguaggi e sensibilità
diverse.
Esseri umani come noi, costretti a subire per
colpa di emeriti stronzi, nelle cento “Rosarno”
d’Italia, del nord e del sud, magari lavorando
duramente, anche 16 ore al giorno, nelle
campagne e nei cantieri, senza pause e senza
diritti.
Zitti e muti, nell’indifferenza collettiva ed
istituzionale.
Sottomessi a leggi crudeli e rozze di una
politica xenofoba, che battezza i propri adepti
nelle acque “sacre” del fiume Po (S.p.A.) e che
indebolisce la solidarietà, il rispetto per la
vita e soprattutto la democrazia.
Schiavi a basso costo, da impallinare o prendere
a sassate, perché si ribellano….perché puzzano…
perché non si lavano… perché abitano in città di
“cartone”…perché reclamano il diritto
d’esistere…. perché danno fastidio alla vista.
Messi ai margini, da una società “civile” in
declino e “senza palle”, intenta ad esorcizzare
le paure del futuro e che si nutre
quotidianamente dell’indifferenza e del
disprezzo per la vita, che tutto accetta tranne
che non si tocchi quel piccolo e misero mondo,
riempito nel corso della propria mediocre
esistenza con i valori “di plastica”,
all’interno delle mura domestiche e nel fetore
delle proprie coscienze.
Adesso la rivolta è finita, abbiamo vinto.
Bianchi.. uno, “Negri”.. zero!!!
Mi raccomando… Domenica, tutti “i bianchi” a
messa…. da bravi cristiani!!!!
Soverato, 13 gennaio 2010
Vito Perri
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