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Spazio Testi

"A Peppino de Gennaro"
 

Alla cortese attenzione di Peppino De Gennaro
gdegennaro@cogeco.ca

E presso www.sannicoladacrissa.com
galloro.antonio@inwind.it


Avendo appreso, tramite il sito www.sannicoladacrissa.com, che Lei è rimasto amareggiato da un “fatterello personale”, avvenuto presso l’Ufficio anagrafe e stato civile del comune di San Nicola da Crissa di cui sono responsabile, non posso esimermi dal fornire pubblicamente la reale versione dei fatti, suffragata da atti d’ufficio, in ogni momento riscontrabili.
E’ vero: Lei si è presentato a fine marzo 2010 presso il suddetto ufficio per chiedere un certificato di matrimonio. Le è stato risposto che, nonostante vi fosse indicazione del Suo matrimonio sulla schedina anagrafica, non vi erano però riportati gli estremi di trascrizione. Questo sarebbe già stato sufficiente per dirLe che il certificato da Lei richiesto non poteva essere rilasciato.
L’ufficio è andato oltre l’evidenza dei fatti e, nel corso di una sola giornata, è stata svolta un’approfondita ricerca nei registri degli atti di matrimonio dall’anno 1961 (anno del Suo matrimonio) a marzo 2010 e nessun matrimonio a Suo nome risulta essere stato trascritto.
Pare strano, a dire il vero, che ad una persona che ha lavorato presso un’ambasciata italiana e ben conosce l’iter burocratico a cui siamo vincolati, sfugga il fatto che non può essere rilasciata certificazione di stato civile (nascita, morte, matrimonio e cittadinanza) se non vi è un atto di stato civile iscritto o trascritto nei relativi registri.
Mi preme sottolineare che nessuno ha messo in dubbio, né in modo evidente né in modo sottointeso, che Lei non abbia spedito personalmente l’atto in questione: la realtà è che al comune non risulta essere mai pervenuto.
Da un’ulteriore ricerca è emerso che, nell’anno 1962, risulta essere stato trascritto l’atto di nascita di sua figlia Giovanna.
Mi domando e Le domando, quindi: perché l’impiegato che allora lavorava all’anagrafe avrebbe dovuto trascrivere l’atto di nascita di sua figlia e non trascrivere quello di matrimonio? Non c’è alcuna logica spiegazione, se non quella che l’atto da Lei inviato non è mai arrivato a destinazione. Quanto alle “conferme verbali” che il Sig. Costantino Mazzè Le avrebbe fornito in merito alla trascrizione dell’atto di matrimonio, sono sorpreso di apprendere tale circostanza, visto che non risulta che egli abbia mai lavorato presso questo comune e, in ogni caso, la trascrizione stessa non è presente sugli atti.
In merito alla provenienza dei dati relativi al Suo matrimonio riportati nella schedina, non ho certo necessità di “fantasiose ricostruzioni”: basta consultare gli atti, infatti, per verificare che le indicazioni riportate sono state da Lei fornite nell’anno 1971, attraverso dichiarazione verbale resa all’impiegato e conclusasi con la sottoscrizione del modello APR/4 (pratica di immigrazione) che comprende, tra le altre notizie, anche quelle riguardanti lo stato civile, e, se il dichiarante è coniugato, il nome e cognome del coniuge, nonché la data ed il luogo del matrimonio, guarda caso, esattamente le notizie riportate agli atti del comune.
Questo è stato quanto verbalmente Le è stato detto.
Pur ringraziandoLa del prezioso suggerimento, desidero informarLa che anche in questo nostro piccolo paese, come in tutto il resto d’Italia, è utilizzato l’importante strumento dell’autocertificazione, disciplinata dal DPR 445/2000 che ha abrogato la L. 15/68, di cui Lei avrebbe potuto avvalersi in qualsiasi momento, luogo e a Sua discrezione per risolvere un problema di certificazione dei dati di matrimonio relativi ad un’istanza specifica. Certamente questa modalità non è risolutiva della mancanza di trascrizione dei dati relativi al Suo matrimonio, che è il motivo, non mi stanco di ripeterlo, per cui non è stato possibile rilasciarLe il certificato richiesto.
Ben volentieri Le avrei fornito indicazioni in merito ad una eventuale autocertificazione, ma devo ricordarLe che Lei si è presentato presso gli uffici comunali richiedendo genericamente un certificato di matrimonio senza indicare l’uso a cui era destinato: con un’informazione in merito, che Lei non ha ritenuto opportuno fornire, Le avrei fatto presente la possibilità di autocertificare il dato richiesto per risolvere una Sua specifica esigenza. Devo comunque sottolineare, per Sua chiarezza, che solo la pubblica amministrazione ha l’obbligo di ricevere l’autocertificazione, mentre gli istituti privati (banche, assicurazioni, poste, ecc.) hanno la facoltà di non accettarla e di richiedere idoneo certificato.
La “garrula loquacità di cui madre natura mi ha dotato” è accompagnata da una professionalità acquisita con anni di lavoro ed impegno, sempre al servizio dei cittadini, residenti ed emigrati, che mi fa contare fino a 21, e non solo fino a 20, e mi consente di rispondere alla Sua nota, piccata e a tratti lesiva della mia dignità, con la sicurezza e la tranquillità di chi sa di aver dato risposte esaustive e veritiere.
Mi duole constatare che Lei abbia ritenuto opportuno esprimere delle considerazioni sul servizio di cui sono responsabile attraverso un forum, anziché con una missiva indirizzata all’ufficio anagrafe – stato civile o al Sindaco di San Nicola da Crissa: non tanto perché ci sia qualcosa da nascondere (ovviamente le spiegazioni di cui sopra sono valide a prescindere dal mezzo attraverso cui sono rese), quanto perché mi sembra che si tratti di un modo di ironizzare, senza una reale richiesta di chiarimenti e senza la possibilità di un contraddittorio.
Resto a Sua disposizione per ogni eventuale ed ulteriore delucidazione e porgo distinti saluti.


Giuseppe Galloro
Responsabile dell’Ufficio Anagrafe – Stato civile
Del Comune di San Nicola da Crissa