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"Ciao, Maestro"
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Luglio 2010 17:43 Nome: mack
Ti ricordo da sempre. Mi hai preso per mano e mi
hai portato con te. A scuola.
Non avevo l'età non avevo il diritto. Non ero
iscritto.
Mi hai insegnato a scrivere a leggere. Mi hai
fatto fare l'esame per essere ammesso in seconda
con quelli più grandi di me.
Dicevi che ero spericolato...
Mi hai riempito di botte, le mie mani le
ricordano, mi hai riempito di gioia. Mi hai
portato al campo sportivo a giocare, in piazza,
sempre a giocare, quante monete hai messo nel
calcio balilla al bar Galati per farmi giocare,
quanti gelati mi hai comprato, quante cose mi
hai insegnato in quei 5 anni.
La passione per il presepe, che bello che lo
facevamo, da un po' di anni ho ripreso a
costruirlo ricordando quegli anni, io che al
presepe non dovrei nemmeno pensarci visto il mio
pensiero sull'argomento. Ma a me piace
festeggiare il natale forse perché tu mi hai
insegnato il valore del presepe, dell'unione del
momento, della passione nel cercare le cose che
servono alla passione per metterle insieme,
insieme a tutti gli altri miei compagni.
Oggi sto cercando di trasmettere le stesse cose
a mio figlio, ma sarà difficile ottenere gli
stessi tuoi risultati.
Unico rammarico e' stato il mancato insegnamento
del suonare la fisarmonica. Il perché non lo so
ancora oggi ma ricordo che un giorno o l'altro,
da quello che sentivo, sarei dovuto venire a
casa tua ad iniziare le lezioni. Non sai oggi
quanto vorrei esserci venuto, oggi che la musica
la sento nel sangue e sogno di saper suonare
qualche strumento o di saper intonare le mie
canzoni. Ma sono stonato come una campana e
purtroppo da te non ci sono mai venuto ad
imparare qualcos'altro tra le tante cose che hai
voluto insegnarmi.
Perché a portarmi con te a scuola è stata una
tua scelta e i miei genitori a te non avrebbero
detto mai di no. Solo due anni fa sono venuto a
casa tua, ma non ad iniziare quelle benedette
lezioni ma a fare delle registrazioni per questo
sito.
E alla tua età con quale passione suonavi quella
tastiera e declamavi le tue poesie ed io un po'
ti invidiavo per tutte queste cose, ricordando
sempre che quelle cose me le avresti dovuto
insegnare.
Il tempo sembrava rimasto fermo a 30 anni or
sono quando ci portavi in giro per le classi e
le scuole a cantare i cadetti di Guascogna e tu
sempre con la tua fisarmonica imbracciata. Un
tutt'uno tu e lei. Come vorrei esserne capace
anche io. Tu sicuramente dirai che se ho la
passione queste cose le posso imparare anche da
solo. Ma anche io sono ancora quello di un
tempo, quello che aveva le capacità per imparare
molto ma non ne aveva la voglia...
E' strano che per molti anni io ti abbia dovuto
dare del voi, oggi non me la sento. Anche ai
miei genitori ho sempre dato del tu, mi hanno
cresciuto, li ho sempre conosciuti. Non è la
stessa cosa ma ci sei stato anche tu per alcuni
di quegli anni.
Il voi? Una forma di rispetto. Una persona più
grande. Il tuo maestro. Al diavolo il voi. Il
rispetto sta in questo. Nel valore che do a
quello che una persona mi ha dato e la stima che
ho nei suo confronti. Ora, come al solito, ho
perso il filo... suonando il filo non lo avrei
potuto e dovuto perdere, bisogna tener botta,
far contenti quelli che ballano... tu
continuerai a far ballare, ancora...
Ah dimenticavo, ti ho invidiato anche per il tuo
saper scrivere le poesie... chissà se almeno in
questo potrò imparare da solo. Non c'è poi tanto
da stancarsi o da imparare le note. Chissà... Tu
da lassù mi aiuterai?!....
CIAO
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