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Spazio Testi

"Ciao, Maestro"
 

24 Luglio 2010 17:43 Nome: mack

Ti ricordo da sempre. Mi hai preso per mano e mi hai portato con te. A scuola.
Non avevo l'età non avevo il diritto. Non ero iscritto.
Mi hai insegnato a scrivere a leggere. Mi hai fatto fare l'esame per essere ammesso in seconda con quelli più grandi di me.
Dicevi che ero spericolato...
Mi hai riempito di botte, le mie mani le ricordano, mi hai riempito di gioia. Mi hai portato al campo sportivo a giocare, in piazza, sempre a giocare, quante monete hai messo nel calcio balilla al bar Galati per farmi giocare, quanti gelati mi hai comprato, quante cose mi hai insegnato in quei 5 anni.
La passione per il presepe, che bello che lo facevamo, da un po' di anni ho ripreso a costruirlo ricordando quegli anni, io che al presepe non dovrei nemmeno pensarci visto il mio pensiero sull'argomento. Ma a me piace festeggiare il natale forse perché tu mi hai insegnato il valore del presepe, dell'unione del momento, della passione nel cercare le cose che servono alla passione per metterle insieme, insieme a tutti gli altri miei compagni.
Oggi sto cercando di trasmettere le stesse cose a mio figlio, ma sarà difficile ottenere gli stessi tuoi risultati.
Unico rammarico e' stato il mancato insegnamento del suonare la fisarmonica. Il perché non lo so ancora oggi ma ricordo che un giorno o l'altro, da quello che sentivo, sarei dovuto venire a casa tua ad iniziare le lezioni. Non sai oggi quanto vorrei esserci venuto, oggi che la musica la sento nel sangue e sogno di saper suonare qualche strumento o di saper intonare le mie canzoni. Ma sono stonato come una campana e purtroppo da te non ci sono mai venuto ad imparare qualcos'altro tra le tante cose che hai voluto insegnarmi.
Perché a portarmi con te a scuola è stata una tua scelta e i miei genitori a te non avrebbero detto mai di no. Solo due anni fa sono venuto a casa tua, ma non ad iniziare quelle benedette lezioni ma a fare delle registrazioni per questo sito.
E alla tua età con quale passione suonavi quella tastiera e declamavi le tue poesie ed io un po' ti invidiavo per tutte queste cose, ricordando sempre che quelle cose me le avresti dovuto insegnare.
Il tempo sembrava rimasto fermo a 30 anni or sono quando ci portavi in giro per le classi e le scuole a cantare i cadetti di Guascogna e tu sempre con la tua fisarmonica imbracciata. Un tutt'uno tu e lei. Come vorrei esserne capace anche io. Tu sicuramente dirai che se ho la passione queste cose le posso imparare anche da solo. Ma anche io sono ancora quello di un tempo, quello che aveva le capacità per imparare molto ma non ne aveva la voglia...
E' strano che per molti anni io ti abbia dovuto dare del voi, oggi non me la sento. Anche ai miei genitori ho sempre dato del tu, mi hanno cresciuto, li ho sempre conosciuti. Non è la stessa cosa ma ci sei stato anche tu per alcuni di quegli anni.
Il voi? Una forma di rispetto. Una persona più grande. Il tuo maestro. Al diavolo il voi. Il rispetto sta in questo. Nel valore che do a quello che una persona mi ha dato e la stima che ho nei suo confronti. Ora, come al solito, ho perso il filo... suonando il filo non lo avrei potuto e dovuto perdere, bisogna tener botta, far contenti quelli che ballano... tu continuerai a far ballare, ancora...
Ah dimenticavo, ti ho invidiato anche per il tuo saper scrivere le poesie... chissà se almeno in questo potrò imparare da solo. Non c'è poi tanto da stancarsi o da imparare le note. Chissà... Tu da lassù mi aiuterai?!....
CIAO