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06 Settembre 2007 11:50 Nome: Vito Teti

Carissimo Toto,

innanzitutto un caro saluto, con il piacere di averti incontrato dopo tanto tempo e di avere avuto modo di scambiare rapide ma intense parole con te.

Ti confermo di apprezzare molto quanto fai (fate) per mantenere vivi i legami tra le mille S. Nicola sparse nel mondo e per l’opera di informazione e di ricerca che porti (portate) avanti. Ti ringrazio anche immensamente per l’attenzione che dedichi alla mia produzione e alla mia attività. E ti confermo la mia disponibilità a collaborare con voi, non già per una forma di narcisismo o, peggio, di autocelebrazione, ma con l’intento di dare un modesto contributo alla vostra opera di divulgazione.

I fatti terribili di Duisburg (Germania) hanno fatto sprofondare la Calabria in una notte terribilmente buia e l’immagine della nostra terra è ai livelli più bassi.
Tutto questo pone sempre maggiori problemi a tutti noi e soprattutto a quanti vivono fuori.
Ho scritto, in questa tragica occasione, un lungo articolo, con l’intento di ragionare e cercare di capire quanto accaduto. L’articolo (che ti invio), nella versione originale, è apparso su “Il Quotidiano” (25 agosto) e da allora sul giornale si succedono interventi, adesioni, proposte ecc.
Un grande dibattito, insolito, che vede come protagonisti intellettuali, giornalisti, artisti, musicisti che non sopportano più il degrado che conosce la regione (per colpa principale del suo ceto politico, ma anche della “società civile” che spesso appare inesistente, rassegnata, adeguata all’andamento generale...).
Puoi collegarti, se credi, sul sito de “Il Quotidiano” (e anche sul sito della Donzelli o fare la ricerca col mio nome su google). Puoi riprodurre i miei scritti, parte dei miei libri... Grazie.

In una fraterna e proficua logica del “dono” e del “dare”, a me farebbe piacere (non solo per ragioni di studio, ma per vicinanza e per legami amicali) sapere qualcosa di più dei posti in cui vivete e operate. Conoscere i veri problemi e la grande capacità di innovare dei nostri paesani.

A me piacerebbe ascoltare le storie, i problemi, le difficoltà, le speranze, le passioni di chi è rimasto e di chi è andato via.
Soltanto il dialogo fa crescere. Il resto è chiacchiera che appartiene alla nostra peggiore tradizione, a una tradizione che dobbiamo mettere da parte.
Apriamoci al mondo e alle novità, non restiamo prigionieri del paesello che non c’è più e che non dobbiamo mitizzare.
E’ bene conoscere tradizioni, storie del passato, avere memorie, ma non riduciamo tutto a folklorismo e a colore.
Raccontiamo le bellezze di un tempo, ma anche la vita dura e faticosa dei nostri padri, una vita dignitosa, che non può essere, appunto, banalizzata con “fattarelli” e aneddoti frivoli.

Portiamo avanti un concetto di identità aperto, plurale, dinamico. L’identità, come ho detto la sera (di cui cortesemente dai conto sul sito) in piazza Crissa, non è una cosa che si ha, è qualcosa che si, si diventa. L’identità non la si eredita banalmente, la si conquista, la si costruisce. Noi siamo sannicolesi, ma anche abitatori di altre città, di altri luoghi, abbiamo memorie del paese, ma anche di altri posti.
La memoria deve essere anche sostenuta dalla “capacità di dimenticare”. Non tutto il nostro passato è da salvare, dobbiamo dimenticare brutture e ingiustizie, calunnie e litigiosità, bisogna guardare avanti, certo senza smarrire il senso profondo e autentico delle origini.
Abbandoniamo divisioni e risentimenti, pettegolezzi e calunnie, che arrivano del passato, scopriamo la bellezza dello stare assieme, del ritrovarci, cerchiamo e valorizziamo le cose che ci uniscono... le cose buone e dignitose che sappiamo fare.

Il passato va guardato con serenità e lucidità e non può essere oggetto di sterile rimpianto. Confrontiamoci, scambiamo idee, mescoliamo esperienze, leggiamo anche la storia e la cultura di altri luoghi, proponiamo novità... Solo così, tutti noi, rimasti e partiti, potremo dire di voler bene al paese e a noi stessi.
C’è una tendenza dei calabresi – vedi incendi, faide... - a farsi male, all’autodistruzione. Dobbiamo mettere da parte questi tratti negativi, dobbiamo conoscere le nostre ombre per abbandonarle e fare emergere la luce.

Vorrei ringraziare le tante tante persone che vivono fuori e che questa estate mi hanno dimostrato affetto, stima e amicizia. Qualcuno ha scritto anche sul sito. Vorrei nominarle una ad una. Le porto nel mio cuore, con tanto affetto e l’augurio che possano realizzare, ovunque si trovino, i loro sogni.
Per quello che posso e so fare, sono disponibile con tutti.
Con l’augurio di ogni bene a tutti voi, a tutti i sannicolesi nel mondo, a tutti i lettori, fraternamente a tutti un abbraccio.


Vito Teti
 

La risposta di Toto -->