Questo è uno spazio a disposizione di tutti, dedicato alla
pubblicazione di scritti che,
per la loro lunghezza, potrebbero risultare dispersivi nel contesto
del forum.
innanzitutto un caro saluto, con il piacere di averti
incontrato dopo tanto tempo e di avere avuto modo di
scambiare rapide ma intense parole con te.
Ti confermo di apprezzare molto quanto fai (fate) per
mantenere vivi i legami tra le mille S. Nicola sparse
nel mondo e per l’opera di informazione e di ricerca che
porti (portate) avanti. Ti ringrazio anche immensamente
per l’attenzione che dedichi alla mia produzione e alla
mia attività. E ti confermo la mia disponibilità a
collaborare con voi, non già per una forma di narcisismo
o, peggio, di autocelebrazione, ma con l’intento di dare
un modesto contributo alla vostra opera di divulgazione.
I fatti terribili di Duisburg (Germania) hanno fatto
sprofondare la Calabria in una notte terribilmente buia
e l’immagine della nostra terra è ai livelli più bassi.
Tutto questo pone sempre maggiori problemi a tutti noi e
soprattutto a quanti vivono fuori.
Ho scritto, in questa tragica occasione, un lungo
articolo, con l’intento di ragionare e cercare di capire
quanto accaduto. L’articolo (che ti invio), nella
versione originale, è apparso su “Il Quotidiano” (25
agosto) e da allora sul giornale si succedono
interventi, adesioni, proposte ecc.
Un grande dibattito, insolito, che vede come
protagonisti intellettuali, giornalisti, artisti,
musicisti che non sopportano più il degrado che conosce
la regione (per colpa principale del suo ceto politico,
ma anche della “società civile” che spesso appare
inesistente, rassegnata, adeguata all’andamento
generale...).
Puoi collegarti, se credi, sul sito de “Il Quotidiano”
(e anche sul sito della Donzelli o fare la ricerca col
mio nome su google). Puoi riprodurre i miei scritti,
parte dei miei libri... Grazie.
In una fraterna e proficua logica del “dono” e del
“dare”, a me farebbe piacere (non solo per ragioni di
studio, ma per vicinanza e per legami amicali) sapere
qualcosa di più dei posti in cui vivete e operate.
Conoscere i veri problemi e la grande capacità di
innovare dei nostri paesani.
A me piacerebbe ascoltare le storie, i problemi, le
difficoltà, le speranze, le passioni di chi è rimasto e
di chi è andato via.
Soltanto il dialogo fa crescere. Il resto è chiacchiera
che appartiene alla nostra peggiore tradizione, a una
tradizione che dobbiamo mettere da parte.
Apriamoci al mondo e alle novità, non restiamo
prigionieri del paesello che non c’è più e che non
dobbiamo mitizzare.
E’ bene conoscere tradizioni, storie del passato, avere
memorie, ma non riduciamo tutto a folklorismo e a
colore.
Raccontiamo le bellezze di un tempo, ma anche la vita
dura e faticosa dei nostri padri, una vita dignitosa,
che non può essere, appunto, banalizzata con
“fattarelli” e aneddoti frivoli.
Portiamo avanti un concetto di identità aperto, plurale,
dinamico. L’identità, come ho detto la sera (di cui
cortesemente dai conto sul sito) in piazza Crissa, non è
una cosa che si ha, è qualcosa che si, si diventa.
L’identità non la si eredita banalmente, la si
conquista, la si costruisce. Noi siamo sannicolesi, ma
anche abitatori di altre città, di altri luoghi, abbiamo
memorie del paese, ma anche di altri posti.
La memoria deve essere anche sostenuta dalla “capacità
di dimenticare”. Non tutto il nostro passato è da
salvare, dobbiamo dimenticare brutture e ingiustizie,
calunnie e litigiosità, bisogna guardare avanti, certo
senza smarrire il senso profondo e autentico delle
origini.
Abbandoniamo divisioni e risentimenti, pettegolezzi e
calunnie, che arrivano del passato, scopriamo la
bellezza dello stare assieme, del ritrovarci, cerchiamo
e valorizziamo le cose che ci uniscono... le cose buone
e dignitose che sappiamo fare.
Il passato va guardato con serenità e lucidità e non può
essere oggetto di sterile rimpianto. Confrontiamoci,
scambiamo idee, mescoliamo esperienze, leggiamo anche la
storia e la cultura di altri luoghi, proponiamo
novità... Solo così, tutti noi, rimasti e partiti,
potremo dire di voler bene al paese e a noi stessi.
C’è una tendenza dei calabresi – vedi incendi, faide...
- a farsi male, all’autodistruzione. Dobbiamo mettere da
parte questi tratti negativi, dobbiamo conoscere le
nostre ombre per abbandonarle e fare emergere la luce.
Vorrei ringraziare le tante tante persone che vivono
fuori e che questa estate mi hanno dimostrato affetto,
stima e amicizia. Qualcuno ha scritto anche sul sito.
Vorrei nominarle una ad una. Le porto nel mio cuore, con
tanto affetto e l’augurio che possano realizzare,
ovunque si trovino, i loro sogni.
Per quello che posso e so fare, sono disponibile con
tutti.
Con l’augurio di ogni bene a tutti voi, a tutti i
sannicolesi nel mondo, a tutti i lettori, fraternamente
a tutti un abbraccio.