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06 Maggio 2008 19:36 Nome: Pasquale Fera

Caro Antonio,

mi ero ripromesso di non rispondere più , non perché non mi piacerebbe dialogare confrontarmi , anzi , io sono fermamente convinto che il confronto ed il dialogo , serio naturalmente, sono il sale della democrazia . Purtroppo il mio tempo non mi consente di poter rispondere con continuità ed interesse .Ti vorrei ricordare il mio invito ad un incontro pubblico in piazza crissa , naturalmente l’ invito è esteso a tutti i nostri concittadini che con molta pazienza è tanto tempo si dilettano a scrivere sul forum , mi permetto di invitare anche gli anonimi , con la consapevolezza che è bello guardarsi in faccia quando si dialoga . Caro Antonio il confronto deve essere soprattutto leale e raccontare i fatti e circostanze accadute con molta onestà , esempio “autoambulanza ,voti clientelari , informazione , analisi del voto ecc”. Credimi sono molto ansioso di poterci guardare in faccia e dialogare con tutti voi , cosi i nostri concittadini potranno conoscere la verità dei fatti accaduti . Potremmo discutere gli ultimi dieci anni di amministrazione , confrontandoci sulle cose buone e le cose meno buone che abbiamo realizzato, consapevole come siamo che oggi viviamo in un mondo dove esiste il primato dell’ avere sull’ essere .Possiamo aprire un nuovo è fruttuoso confronto per la crescita della nostra comunità , come tu sicuramente approvi deve essere al centro del nostro discutere e del nostro lavoro quotidiano , lavoro inteso come fatica , come darsi , proporsi come nuova cultura con la convinzione di essere propositivi, di essere protagonisti del bene comune, non rimanere alla finestra affacciati inermi, aspettando che il tempo passi per criticare l’operato degli altri , credo che sarebbe più opportuno invece entrare in un sano ed armonioso protagonismo con sane proposte di concretezza .Consentimi alcune precisazioni , non sono abituato ad intimidire nessuno ,al sottoscritto non piace la doppiezza , al sottoscritto piace la lealtà delle azioni anche se non condivise . Parli che i fatti vadano smentiti, avrò il piacere di smentire con i fatti, sé certamente mi date l’opportunità ecco perché il dibattito pubblico. Io non sono e non mi sento un dominante ne per cultura nè per discendenza , sono stato abituato a servire non a essere servito, il mio modo di fare politica a questo grande ideale si ispira , essere servitore della mia comunità e della mia gente, specialmente per chi soffre , anche di questo di darò le prove con i fatti. Non ho bisogno d’elogi caro Antonio , la mia è stata un scelta di vita, non certamente per denaro o per vanagloria , anche questo ti dimostrerò con i fatti . Mi permetterò di dimostrarti anche con i fatti perchè mi sono rivolto al direttore del quotidiano , anche se meglio di me lo potrebbe spiegare il signor Galati . Vedi caro amico Antonio , non mi sento un politico , non fa parte della mia cultura l’arrivismo , l’egoismo , l’idolatria del potere , mi sento un umile nell’anima ,ho tentato sempre di agire nella concordia e costruire pace , spesso forse non ci sono riuscito , ma almeno posso dire di averci provato . Caro Antonio hai dimenticato troppo in fretta la nostra storia , la mia storia ,da dove provengo, dove ho vissuto, con chi mi sono cresciuto , di chi sono figlio, ti pregò , fai un po’ di mente locale. Non sono il lupo cattivo che vuole divorare la nostra comunità , anzi. Vorrei chiederti di potermi delucidare e spigarmi che cosa significa amare ,voler bene ad un territorio che significa essere protagonisti attivi e non passivi di esso che significa essere liberi di lavorare senza i fantasmi di un passato che ha tracciato solchi incolmabili nella nostra storia . Noi vogliamo essere protagonisti della nostra storia non soggetti passivi, noi siamo convinti che dove non c’è sudore non ci possa essere riscatto sociale e culturale, noi siamo abituati a sudare . Per finire consentimi una citazione ”gli uomini sono come l’erba e ogni loro splendore è come fiore d’erba. L’erba inaridisce e i fiori cadono, ma la verità rimane in eterno.


Pasquale Fera
 

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