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19 Giugno 2008 20:33 Nome: Toto email: galloro.antonio@inwind.it

Carissimi amici, non vi affannate. Viviamo nell’era del consumismo, dove tutto è concesso… o meglio, ti concedono quello che vogliono, facendoti credere che è quello che tu vuoi.
Il periodo che stiamo attraversando è sicuramente uno dei più critici. Siamo nel bel mezzo di una tempesta che non è facile decifrare: potrebbe portare ad una evoluzione come ad una involuzione, ma in ogni caso, nello stato in cui ci troviamo, gli intrecci politico-sociali sono arrivati al culmine della loro esistenza. Il sistema ha portato il mondo politico ad adattarsi alle logiche del profitto personale o al massimo a quello di classe, lasciando gran parte del paese con i problemi di sempre irrisolti e con poche certezze per il futuro.
E dire che il nostro è un Paese industrializzato, dove peraltro il debito pubblico è oltre il 100% del prodotto interno lordo, dove è forte il problema di arrivare alla fine del mese e le famiglie povere vengono date in costante aumento. Se poi ci spostiamo a livello internazionale e facciamo le debite proporzioni, a questo aggiungiamo i paesi del terzo mondo, quelli in cui, come se non bastasse, la guerra la fa da padrona e le difficoltà si moltiplicano. Tutto diventa ancora più preoccupante, se consideriamo che questi popoli sono la stragrande maggioranza.
Non so se qualcuno più intelligente di noi ha pensato alle possibili soluzioni; non credo. Secondo me, per forza di cose ci dovrà essere una ridistribuzione della ricchezza per ridurre l’imbarazzante divario con i paesi più poveri; in caso contrario, i superpotenti si vedranno costretti a difendere le proprie ricchezze con leggi impopolari e con la forza, pur di non vedere il proprio potere espugnato, in modo non sempre lecito, in favore dei più deboli.

Il nostro paesello non è estraneo alle considerazioni valide per il resto d’Italia; per di più, da noi come in tutto il Paese, sembra di vivere nel mondo delle favole.
Avete presente i cartoni animati? I disegni dai colori vivaci e appariscenti esaltano i personaggi e il loro mondo fantastico, facendo passare in secondo piano le loro facce goffe e ordinarie.
Nel nostro cartoon, emergono “il buono” e “il cattivo”. Il buono è sempre pacato, non fa del male a nessuno, sempre gentile e premuroso: dice le preghiere prima di mangiare, si lava i denti dopo ogni pasto, al lavoro è sempre puntuale, chiude le finestre e le porte prima di andare a dormire per tenere lontani i malintenzionati… e vince sempre sul male.
Il cattivo è quasi sempre un forestiero, fa più effetto se arriva su un barcone da molto lontano: è parecchio sporco, non ha un lavoro fisso e spesso non ha finestre o porte da chiudere alla sera.
Direte voi, dov’è l’analogia con il nostro paesino? L’analogia esiste, dal momento che si tenta di classificare cittadini di serie A e cittadini di serie B.

Quelli di serie A sono i benpensanti, o chi problemi particolari ad arrivare alla fine del mese non ne ha: chi alla vocazione politica ha pensato bene di aggiungere qualche piccolo interesse personale, ma sia ben chiaro, con discrezione e con il codice civile in mano. Di serie A è quello che dice sempre sì e, pur di ottenere qualcosa, è disposto a scendere a qualsiasi compromesso; e i più affidabili sono quelli che hanno cambiato più volte casacca politica.
Quelli di serie B, i peggiori del paese, non so come ma riescono sempre a rompere le scatole. Parlano troppo, e alle volte scrivono troppo; vogliono a tutti i costi rimarcare e chiarire a quelli come loro le cose che non vanno… non sanno cosa sia la discrezione. Vorrebbero avere le possibilità che hanno gli altri, senza però andare a chiedere favori a nessuno. Soprattutto, vorrebbero un lavoro, senza umiliarsi a cambiare partito per ritrovarsi con l’impiego.
Cose dell’altro mondo, non c’è più religione. Se continuiamo così, verranno “i rumeni” a comandarci… ah, dimenticavo: dicono anche parolacce.