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23
Maggio
2008 19:02 Nome: Pasquale Fera
Caro Antonio, forse non sono stato molto chiaro ed
esplicito.
Mi ero
ripromesso di non rispondere più ad attacchi ed ingiurie
che certamente non fanno parte di un vivere civile e di
una comunità seria. Ritengo che un dialogo serio,
concreto, propositivo sono il sale di una democrazia
compiuta. Ritengo che un buon politico non si può
sottrarre al dialogo, alla discussione. Ritengo altresì
che la politica ha i suoi presupposti: primo fra tutti è
la crescita della comunità come senso civico, spirito di
partecipazione, di rispetto, di dialogo, di solidarietà.
La politica deve essere autentica, passionale, deve
essere incoraggiata ed aiutata nelle scelte, non
mettersi di traverso comunque, non si rendono conto che
la storia della nostra comunità gli da torto, la nostra
gente è stufa dei veleni creati ad arte, credo che sia
veramente giunta l’ora di finirla. Le mie non sono
contraddizioni, sono verità di un sannicolese che ha
dato dieci anni della sua vita alla sua comunità, con
molte rinunce personali e familiari, ma di questo sono
fiero. Se queste per te sono stonature, sono felice di
essere un sannicolese stonato.
La
cosa che fa stare più tranquillo la mia coscienza di
sannicolese è uno stile che mi sono sempre proposto,
servire il prossimo, senza compromessi e conservando la
libertà nella verità e a servizio di essa. Ritengo che
noi non possiamo rimanere ancorati al vecchio né entrare
più nell’incerto, per far vivere il nostro paese abbiamo
bisogno di certezze, noi, come amministrazione, abbiamo
dimostrato di essere una certezza non solo materiale, ma
soprattutto nei valori.
Permettimi di dirti che non si può giudicare da lontano
i nostri sforzi quotidiani mirati a dare dignità al
nostro paese che altri, per tanto tempo, hanno
calpestato con l’indifferenza ed il lassismo. C’è un
proverbio della sapienza calabrese che dice: “Per capire
un altro bisogna mangiare alla stessa tavola con lui per
tanto tempo sino a consumare nei cibi, nel susseguirsi
dei giorni, un quintale di sale”. Il detto comunica non
solo la difficoltà di capire l’operato degli altri, se
non si è vicini, ma soprattutto la necessità di
condividersi e la pazienza di camminare insieme per la
risoluzione dei problemi, c’è chi ormai da anni opera
quotidianamente per dividere denigrando tutto e tutti,
ancora noi non abbiamo capito il perché, qualcuno
sostiene che è tutta invidia.
Caro
Antonio, non mi appartengono le diffamazioni, non
appartengono alla mia cultura, al mio onesto e leale
vivere il quotidiano, mi sforzo di agire nella giustizia
e con grande spirito di solidarietà, per essere
d’esempio e dare speranza alla nuove generazioni, sono
tuttavia consapevole che il denigrare gratuitamente non
aiuta a crescere, bensì distrugge in maniera
irreversibile tutto e tutti.
Un
saluto,
Pasquale Fera.
P.S.:
Puoi pubblicare la mia mail, anche questa. Mi auguro che
possa arricchire la discussione all’interno del forum in
maniera serie e leale.
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RISPOSTA DI TOTO -->
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