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del forum.
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25
Maggio
2008 18:19 Nome: Toto email:
galloro.antonio@inwind.it
Caro Pasquale,
premetto che tra le cose che hai scritto ce ne sono
diverse che non condivido. Anche per questo, spero di
riuscire a riproporti in modo chiaro e inequivocabile
quello che è il mio punto di vista.
Dal canto mio, comincio a vedere qualche risultato: il
fatto che sei tornato a scrivere, a considerare e, in
qualche modo, a riconoscere che la realtà e il peso di
queste pagine non vanno ignorati; questo è una
conquista, non per me, ma per la tanta gente di San
Nicola che vuole costruire qui un dialogo con
l’amministrazione.
Detto questo, non posso fare a meno di contestarti, in
modo categorico, la tesi per la quale chi non vive a San
Nicola non può criticare o valutare quello che succede
in paese. Mi suona molto come: “qui ci vivo io: tu, puoi
pensare quello che vuoi, ma tienitelo per te, non hai
diritti”. Non sono certo prese di posizione che ci si
aspetta da un buon primo cittadino… e comunque, mi
consola il fatto che persone ben più illustri di me e di
te sostengono, anche pubblicamente, il contrario: che
qualche emigrato sta facendo per il nostro paese più di
chi vive nel nostro piccolo centro.
La visione del dio “IO” è superata da un pezzo: il fatto
che tu stia facendo molto per la nostra comunità ti fa
onore, ma di certo non può renderti superiore o
dispensato da possibili critiche. E soprattutto non puoi
scegliere quali critiche accettare o quali scartare,
solo per il semplice fatto che provengano da un emigrato
piuttosto che da un residente.
Con la
tua lettera, poi, esordisci dicendo:
“Ritengo che un buon
politico non si può sottrarre al dialogo, alla
discussione. Ritengo altresì che la politica ha i suoi
presupposti: primo fra tutti è la crescita della
comunità come senso civico, spirito di partecipazione,
di rispetto, di dialogo, di solidarietà.”
A me non risulta affatto di essere stato maleducato nei
tuoi confronti, di averti offeso o di aver ridicolizzato
il tuo lavoro, anzi, penso di essere stato corretto.
Eppure alle mie sollecitazioni, richieste e proposte non
hai risposto.
Se vai a rileggerti i miei interventi, non troverai
attacchi diretti all’amministrazione, ma solo
constatazioni, analisi dei fatti e richieste di
chiarimenti.
L’unica critica forte, che confermo tuttora, è quella
del dialogo desertico tra l’amministrazione e i suoi
cittadini; perché, caro Pasquale, ti posso assicurare
che anche chi ha mangiato quintali di sale con te, si
lamenta in questo senso. Lo confermano le numerose mail
e le decine di telefonate che mi arrivano dal paese; e
ti assicuro, queste persone sono ben lungi
dall’ingiuriarti o dall’attaccarti personalmente.
Il tuo è un errore di valutazione piuttosto grossolano:
non puoi ridurre un sito visto da tanti visitatori, che
si aspettano risposte e dialogo da parte tua, ad una o
due persone. Se non vuoi rispondere a chi è maleducato o
insolente, a chi, come dici, denigra gratuitamente il
tuo operato, è una tua scelta personale e legittima.
Nessuno ti potrà mai criticare per questo.
Ma
difficilmente potrai giustificarti davanti ai tuoi
concittadini quando ti chiamano in causa su tematiche
serie e concrete e tu non dai risposta: quando ti
chiedono dove è finita l’ambulanza (per fare l’esempio
più banale) e tu rispondi in modo polemico e, quando lo
fai, è solo sei mesi dopo.
Per tornare poi alla questione “emigrati ficcanaso”…
quella “del sale” è una citazione molto bella, ma ti
invito seriamente a guardare la questione da un'altra
prospettiva.
In alcune situazioni, non trovarsi in paese a toccarle
con mano può in effetti causare una visione alterata o
parziale dei fatti. Tra l’altro, nessuno può pensare di
potersi sostituire “dall’esterno” a chi amministra ogni
giorno il paese per risolvere tutti i problemi. Allo
stesso modo, però, un atteggiamento del genere da parte
vostra, che perseverate nell’ignorare le critiche e le
proposte che si leggono sul sito (tra l’altro, anche
quelle dei residenti) è senza dubbio controproducente: a
volte basterebbe un pizzico di umiltà in più, per capire
che spesso poi, proprio da fuori, vivendo in situazioni
completamente diverse, si riesce molto più facilmente a
vedere gli eventuali errori o mancanze e a comprenderne
le radici. Questo avviene specialmente in caso di
questioni clamorose (che tra l’altro sono state gli
argomenti più gettonati in questi mesi), e il fatto che
dagli emigrati vengano spesso solo critiche, non è per
ostilità a priori o per cattiveria, ma perché da
emigrato si capisce in maniera lampante dove il paese,
senza questi errori, potrebbe arrivare. Perché,
diciamoci la verità, nel paese ci abbiamo vissuto tutti
e poi non è che gli emigrati che ora si fanno sentire
con le loro proposte, per vent’anni se ne siano fregati
dell’andamento del paese. E se si è fatto un sito
dedicato al paese, e non a Eva Henger, un motivo ci
sarà.
E poi, parliamoci chiaro, ci sono emigrati ed emigrati:
quelli che gli basta un dolcetto e una cornice
consegnata una volta all’anno in piazza e quelli che
restano tanto attaccati al paese da viverlo
quotidianamente, anche se da lontano.
Il sindaco del mio paese deve adoperarsi a migliorare il
vivere quotidiano dei propri cittadini e raccogliere
tutte le proposte e le critiche che possano apportare
qualcosa di buono, di migliore, per la comunità. Non
dovrebbe, al contrario, dire “se sei emigrato, sei
emigrato, non hai voce in capitolo: stai in disparte,
perché le cose del nostro paese le gestiamo noi”. O
peggio, fare di tutta l’erba un fascio, considerando
facinorose e illegittime tutte le proposte e le critiche
costruttive che i tanti frequentatori del sito (mi
ripeto, anche i residenti) hanno espresso e condiviso
apertamente.
Così facendo,
non ottenete altro che chiudervi a riccio. Chiudersi a
riccio porta all’isolamento, l’isolamento porta alla
fine di un popolo (citaz. di “Toto Galloro de Filippu
Fanejo”… anche se non sapiente…).
Se ci fosse ancora bisogno di altro, per farti capire
che qui le critiche non sono distruttive, ti propongo
nuovamente e ufficialmente di aprire una rubrica in cui,
con i vostri tempi, potrete illustrare tutti i progetti
che l’amministrazione intraprende ed intrattenere un
dialogo diretto con i visitatori del sito, lasciando da
parte naturalmente gli eventuali pretesti litigiosi ed
irrispettosi.
Questa forse è davvero l’occasione giusta per mettere in
pratica quello che dicevi, che
“un dialogo serio,
concreto, propositivo sono il sale di una democrazia
compiuta”. Questo è il sale
che preferisco e che, credo, preferiscano tutti… perché
se per poter dire qualcosa devo prima mangiarmi un
quintale di sale… (consentimi la battuta).
Aspetto riscontri.
Un saluto,
Toto
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