|
Questo è uno spazio a disposizione di tutti, dedicato alla
pubblicazione di scritti che,
per la loro lunghezza, potrebbero risultare dispersivi nel contesto
del forum.
Per pubblicare nello
"spazio testi", scrivici
qui
19 Dicembre
2008 11:10 Nome:
Toto
Ed eccole
arrivate, vi stavamo aspettando.
Le mosse per ridimensionare questo spazio sono arrivate.
Dicono che lo vogliono chiudere.
Ma sia chiaro, non staremmo a lamentarci qui, in questa
sede, se le minacce che stiamo ricevendo in questo
periodo fossero semplicemente le lamentele o i capricci,
legittimi o meno, di un tale ingegnere. E non sono
neanche solo il segno che i cittadini non sono liberi di
esprimere il proprio dissenso senza essere attaccati o
addirittura minacciati di essere messi a tacere. Queste
minacce, assieme ad altri fatti ben più incresciosi,
sono il segno che la democrazia, anche nel nostro
paesino, è a rischio.
E non per il semplice fatto che queste cose si siano
verificate, ci mancherebbe. Ma perché un sindaco,
chiamato in causa direttamente, messo al corrente della
gravità dei fatti, e chiamato a prendere una posizione,
faccia finta di niente.
Caro sindaco,
la stragrande maggioranza di chi sta leggendo questa
pagina non avrà la minima idea di quello a cui mi
riferisco. In tanti non capiranno e, non conoscendo i
fatti, magari non potranno condividere queste mie
parole. Ma tu non sei nelle loro condizioni. Ormai
alcuni giorni fa, ti ho mandato una mail dove ti
documentavo tutto e ti invitavo a prendere una
posizione. E ad oggi, il nostro primo cittadino, non ha
preso in considerazione di rispondere a questi fatti.
In effetti, non
è la prima volta che succede, non è il primo tentativo
di zittire quelli che la pensano in modo diverso e hanno
l’ardire di esprimersi. Già altri, in passato, ne hanno
pagato il prezzo: le lettere ai direttori dei giornali,
la minoranza messa in un angolo, lo snob per questo
spazio, tanto ostinato da rifiutare di utilizzarlo come
mezzo di informazione per raggiungere i nostri paesani,
emigrati e residenti, quando le istituzioni non hanno
neanche un loro spazio simile per farlo. Questo mi fa
riflettere molto.
Ma oggi la cosa
che mi preoccupa di più, e mi rivolgo ancora al primo
cittadino, è il tuo silenzio. Il tuo occuparti di altre
cose, mentre pubblicamente si infamano gli emigrati
(quindi il 75% dei tuoi compaesani), mentre si
ingiuriano gratuitamente dei tuoi concittadini che non
hanno mai partecipato a nessuna discussione. E non da
parte di un normale paesano, ma da uno che al nostro
paese ha preso un impegno pubblico con l’amministrazione
e con i cittadini, che viene retribuito con i soldi di
tutti (chissà quali epiteti utilizzerebbe Bossi…).
È troppo facile
riconoscere la piaga dell’emigrazione d’estate, in
convegni e incontri in piazza, per poi dimenticarla in
inverno, in casi simili. Ed è veramente vergognoso che
situazioni del genere non vengano degnate della minima
considerazione.
E questa volta
non puoi dirmi che non hai avuto tempo di seguire il
tutto per i troppi impegni. So per certo che sei al
corrente della vicenda e, insieme a te, anche i tuoi
collaboratori (se non in prima persona, quasi) hanno
seguito il tutto e non hanno speso neanche una parola,
che fosse una.
Ancora una
volta, siete riusciti a dimostrarci che, nella nostra
comunità, i cittadini che protestano non hanno neanche
il diritto, minimo, di essere considerati. E inoltre che
non solo i cittadini, emigrati e non, non sono
minimamente tutelati, ma il primo che passa può
permettersi di oltraggiarli come meglio crede. Senza che
le istituzioni, che dovrebbero tutelarli, abbiano la
decenza di intervenire. Non una parola.
Sì, caro Vito
Teti, la tua indignazione per la società calabrese, per
la mala-politica, sicuramente comprendeva anche queste
cose. Ma se mi permetti, questo mi fa ancora più male,
perché si tratta del mio paese.
Forse, chi non
è al corrente di tutto, non riuscirà a comprendere
l’accaduto e queste mie rimostranze. Ma mi vedo
costretto ad utilizzare questo spazio, perché sembra
essere rimasto l’unico ancora considerato. Vedremo per
quanto.
Io un’idea me
la sono fatta, ma penso anche voi.
Per questo chiedo:
al gruppo PD di maggioranza,
al gruppo di minoranza dell’amministrazione comunale,
al giornale “Il Quotidiano della Calabria”, attraverso
GB Galati,
di chiedere chiarimenti, con interpellanze al sindaco,
sui fatti da me descritti.
Imbavagliare il
popolo sannicolese, come tutti i popoli, non è facile. E
anche se riusciste a chiudere un sito web, se ne
aprirebbero altri cento, con più forza e determinazione.
|