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23 Dicembre
2008 19:25 Nome: Vito Perri
Finché c’è legge c’è
speranza
La
giustizia è il potere di chi non ha potere.
Il potere del popolo, dei poveracci per intenderci.
I potenti ed i ricchi non hanno bisogno della giustizia,
in genere sono sempre la controparte.
Se un magistrato indaga su una banda di incalliti
ladroni superprotetti, deve stare molto attento. Pur
facendo il proprio dovere, deve guardarsi le spalle.
Immediatamente viene messo alla berlina dalla libera
stampa che inizia a raccontare peste e corna, complotti
e persecuzioni, infondatezza delle indagini, ecc.
Chi detiene il potere non ammette interferenze.
Ma se per caso, tanti magistrati, rovistando negli
armadi del malaffare scoprono le stesse porcherie in
mezza Italia, portando alla luce scheletri nascosti,
ammassati alla rinfusa nell’esercizio amministrativo di
funzioni pubbliche, sia dell’uno che dell’altro
schieramento (trasversalismo) allora succede il
finimondo.
L’indagato, immediatamente, si dichiara sereno e
fiducioso nei confronti delle indagini e della
magistratura, estraniandosi dai fatti a lui ascritti
(candore morale)
Povera anima, qualcuno gli vuole fare la bua..!!!
All'istante, i colleghi fanno quadrato (corporativismo
trasversale), tirando fuori accanimenti e persecuzioni
nei confronti del poveretto finito nei guai giudiziari.
Ne esce fuori un vespaio!
Gustizialismo.!!. Processo mediatico.!!. Gogna
pubblica..!! dichiarano scandalizzati gli altri
amichetti.
Nel frattempo, al furbacchione, iniziano a manifestarsi
i primi segni delle stimmate sulle mani e subito dopo
cena avverte pesantezza epigastrica e presenze divine
seguite da inconfutabili apparizioni celestiali.
Così, sempre che non intervenga la prescrizione del
reato o l’archiviazione, se la cava unicamente con
qualche osso rotto.
Si va bene essere garantisti, però fin tanto che provi
la tua innocenza, almeno dimettiti!!
Se poi ti condannano, che facciamo!!
Lasciamo al proprio posto un farabutto a delinquere per
tutti questi anni!!
Intanto gli altri amichetti della compagnia iniziano a
preoccuparsi perchè il vento sta girando al contrario.
Investono del problema anche i politici, che considerato
lo sputtanamento per quello che sta accadendo in mezza
Italia, dove non si capisce più chi è il buono e chi il
cattivo, ma tutti pappa e ciccia (qualunquisticamente),
cosa che ogni elettore intuisce da solo, e considerato
che l’elettorato non è incaricato di funzione divina
come Gesù Cristo sul Golgota, manda tutti a quel paese
sia il cattivo che il buon ladrone e non va più a
votare. (vedi elezioni in Abruzzo)
“C’azzecca”, direbbe l’On. Di Pietro.
Si perde in Abruzzo ma in compenso si vince nell’Ohio
(USA)
Invece di dare una pedata nel di dietro alle mele marce,
iniziano a menar il can per l’aia per riorganizzarsi in
qualche modo dal terremoto che li ha travolti e che non
risparmia nessuno.
Attraverso riunioni e microinterventi di facciata
cercano di curare le metastasi interne al partito.
Inviano i proconsoli nel Sud, per tentare di far
rispettare l’editto emanato dal triunvirato capitolino.
Quasi tutti iniziano a brontolare: “così non si può
andare avanti”.. “troppa ingerenza della Magistratura
sulla Politica” invertendo il problema.
Ossia, i magistrati indagano sui furbetti del
quartierino e scoprono un sacco di magagne e ruberie
facendo il proprio lavoro diligentemente e i politici
invece di buttare fuori le mele marce intervengo a
censurare quelli che hanno impedito ulteriori ruberie?
Un mondo che va al contrario.
Menti raffinate!!!
Nuove regole allora! .. Si cambia!.
La riforma impedirebbe di avvalersi nelle indagini delle
intercettazioni telefoniche per i reati che prevedono
pene inferiori a dieci anni.
In tale modo saranno depenalizzati (d’ufficio) tutti i
reati contro la Pubblica Amministrazione (gli
amministratori ladroni, per intenderci).
Chi li ferma più!!
I predoni andranno a zonzo impuniti.
La gente muore di fame ed i furbetti del quartierino la
faranno franca.
Nuovo look, Signori ..!!
Si va bene il nuovo look, ma i fondi europei spariti in
Calabria dove sono andati a finire??
E i nuovi fondi, che fine faranno?
I fondi comunitari, come appuriamo dalla stampa a
seguito delle inchieste in corso, finiscono nelle
casseforti dei potentati politici e le briciole per
calmare gli appetiti delle fameliche clientele che vi
girano intorno.
La Comunità Europea farebbe bene a non erogare più
fondi, considerato che generano solo malaffare senza
creare sviluppo e occupazione.
Un mare d’incarichi e di consulenze. Un nominaio
politico incessante.
Della Magna Grecia è rimasto ben poco.. Magna ... ma la
Grecia è sparita, chi sa dove?
Le indagini della magistratura sui fondi europei portano
alla luce che la prima parte del finanziamento erogato
serviva per dare una sembianza di fattibilità e per
pagare la percentuale del progetto, la seconda e la
terza parte per arricchire i compari.
Il tanfo proveniente da alcuni ambienti occupati dai
politicanti è ormai nauseabondo ed intollerante.
Le relazioni dell’ex On. Francesco Forgione
(Rifondazione Comunista) e dell’On. Angela Napoli
(A.N.), persone serie e di alto profilo morale, rivelano
scenari inquietanti sul malaffare.
Questione morale, magari!! La questione è decisamente
immorale.
Qualcuno, tempo fa, un vero signore di nome Enrico
Berlinguer, voleva risolverla veramente.
Aveva posto il problema quale priorità della politica.
Purtroppo è morto e i suoi successori hanno dato vita ad
un partito contenitore messo su in fretta e furia
insieme ai resti nostalgici dello splendore, che un
tempo fu della Balena bianca e di Bianco fiore.
I parti di plastica d’ispirazione aziendale o quelli in
odore di compromesso storico, sono stati assemblati in
fretta e furia in nome dell’impellente necessità di
partorire un pacato e rassicurante bipolarismo
parlamentare.
Ciò, ha determinato nell’elettorato disaffezione e
diffidenza verso una casta politica interessata di più
alla durata e alla stabilità della legislatura che alle
necessità e i bisogni della gente comune.
Il distinguo d’appartenenza politica all’uno o all’altro
schieramento, è venuto meno.
I partiti si sono trasformati via, via in meri
contenitori di consensi.
Hanno messo da parte ideologie e valori che un tempo
diversificavano gli uni dagli altri, affidando molte
volte la gestione e il potere locale a procacciatori di
consensi elettorali, esperti brokers in clientele.
Tempo fa, un potente ministro socialista, Rino Formica,
in un famoso congresso del suo partito, disse: “Il
convento è povero ma i frati sono ricchi”.
Aveva individuato la questione morale d’allora.
Poco tempo dopo scoppiò Tangentopoli con l’inchiesta
Mani Pulite.
Alla Camera dei Deputati, l’On. Bettino Craxi affermò
che il sistema collusivo fra politica ed affari era
trasversale in quasi tutti i partiti.
Il Partito Socialista venne azzerato, molti altri
partiti salvarono la pelle, anche se ne uscirono
malconci.
Quella inchiesta determinò la fine della “Prima
Repubblica”.
Ora, dopo molti anni, in alcune amministrazioni della
res-pubblica, si scopre di nuovo il coperchio della
pentola ed esce di tutto, al momento, solo la punta
dell’iceberg.
Le inchieste evidenziano qualcosa di diverso, di mutato
dalla vecchia e cara Tangentopoli, che fa un poco
tenerezza al confronto delle nuove inchieste.
Mani Pulite, rimarcava la dipendenza delle aziende e
della finanza nei confronti della politica, ora
contrariamente è la politica che è quasi sopraffatta dal
potere economico.
Col tempo, i predoni della nostra penisola, si sono
attrezzati meglio.
Di continuo, ci propinano la solita storiella che; “i
giovani si devono avvicinare alla politica”...“ sono una
risorsa preziosa per il futuro di questa terra e per il
rinnovamento della dirigenza politica”
Non ci credo nemmeno se sottoscrivono un atto notarile.
Raccontano un sacco di balle.
Qui da noi, non si butta via mai niente, come il maiale.
Le cariche politiche e le poltrone dalle nostre parti,
si trasmettono di padre in figlio.
Neppure il decesso del titolare interrompe il ciclo.
Le poltrone sono incollate ai deretani con l’Attak.
Il nominaio politico regionale non prevede ricambio
generazionale, ma solo asservimento.
Fra non molto gli intrallazzatori locali torneranno
nelle nostre case con “i santini” degli eterni
candidati, loro protettori.
Poi piazzeranno gli amichetti ed i commensali tutti,
loro degni sodali, nelle vicinanze dei seggi elettorali.
Con sguardo premuroso scruteranno ogni elettore che si
recherà al seggio per votare, i movimenti, con chi
intrattengono conversazioni prima del voto, verificando
l’affidabilità di ognuno, schedando ogni elettore molto
meglio della Digos.
I giannizzeri porteranno nella cabina elettorale tutto
quello che riusciranno a raccattare, compresi malati e
moribondi.
Tutto fa brodo... tutto fa numero... fa risultato.
E’ questo il consenso elettorale nel Sud, il consenso
del bisogno, della disoccupazione, delle condizioni di
vita difficili, della disperazione.
Terre senza speranza, giovani senza futuro.
Viviamo in una regione dove la povertà è sempre più
diffusa, la disoccupazione e tutti gli altri mali che
affliggono da sempre queste terre benedette da Dio e
trascurate dal potere, rendono deboli le persone per
bene e fortificano i faccendieri che realizzano
comodamente le proprie ed altrui fortune economiche
sulla pelle dei poveri cristi, adoperati come dei
bancomat elettorali in cambio di piccoli favori o di
promesse quasi mai mantenute.
La raccomandazione e il privilegio, sono le cose più
affannosamente ricercate in questa terra, insieme a
qualche buona occasione di entrare a far parte di
qualche “comitatuccio d’affari” conveniente, che non dia
all’occhio e che non sia oggetto di particolare
attenzione da parte della Autorità, tre o quattro buoni
amici fidati “i furbetti del quartierino”, con buone
conoscenze politiche che sostengano il progettino, ed è
fatta.
Bacchettoni perbenisti in pubblico, ipocriti
intrallazzatori nel privato.
La gente onesta del Sud è divenuta ostaggio del
malaffare e dell’intrallazzo, dove faccendieri di corte
si arricchiscono, sottraendo risorse vitali allo
sviluppo ed alla crescita economica, pregiudicando
irrimediabilmente il futuro dei nostri figli.
Nel corso degli anni, si sono infiltrati e ramificati
come la gramigna, un verminaio, occupando poltrone e
potere con il marchio del partito d’appartenenza,
costituendo solidi “comitati d’affare” dove la regola
dell’affiliazione è: do ut des (io do affinché tu dia)
Non c’è speranza.
Noi, tutti clienti della politica. Noi, tutti servi
sciocchi per conto terzi.
Prima o poi faranno anche le promozioni come al
supermercato, il tre per due.. con due tessere te ne
regalano una gratis.. la raccolta punti.. con cento
punti ti danno la licenza edilizia, con tremila punti un
finanziamento POR, ecc.
In Calabria, dopo quanto si è appurato a conclusione
delle indagini di Why Not, in cui sono coinvolti al
momento (a torto o a ragione) autorevoli rappresentanti
dei partiti che hanno governato la regione nelle ultime
due amministrazioni, prima il centro-destra e oggi il
centro-sinistra, se cade il governo attuale, chi vai a
votare??
La famiglia del Mulino Bianco, La Vispa Teresa o l’Uomo
Ragno???
Ecco perché in Abruzzo hanno disertato le urne. Mica per
la neve ed il maltempo.
Al femminile, la politica nel Sud rimane ancora,
purtroppo, solo corsia elettorale tutta cipria e fard.
Le rappresentanti delle quote “pari opportunità” non
brillano certo di luce propria nel portare avanti
iniziative di ampio respiro per la propria terra (tranne
alcune autorevoli parlamentari)
Magari, qualche capatina in terra maledetta la fanno, in
occasione dei cortei a fianco del gotha del partito, in
occasione di gravi eventi criminosi o quali abili
relatrici in convegni di alto profilo, destinati ad una
platea colta ed erudita, frequentati di solito da
altezzose signore di mezza età, di buona estrazione
sociale, con la puzzettina sotto il naso, adeguatamente
impellicciate per l’occasione, le quali esibiscono
contezza dello status sociale realizzato in terra di
Calabria.
Un famoso statista affermava che: “Governare gli
italiani non è difficile, è inutile”.
Non esiste traccia di una indignazione collettiva per i
fatti che accadono, che subiamo sulla nostra pelle e su
quella dei nostri figli.
Aspettiamo rassegnati ed impotenti affinché siano gli
stessi partiti politici ad indignarsi fra di loro a
vicenda.
Purtroppo ne sono rimasti ben pochi in Parlamento di
partiti, sfoltiti, come i capelli dal barbiere.
Non esiste una vera indignazione.
La nostra è soltanto un’ostentata quanto silenziosa
indignazione da telecomando o da quotidiano regionale.
Condividiamo solidali un’ articolo di stampa o aderiamo
al pensiero del conduttore di una trasmissione
televisiva a noi gradita.
E’ un’indignazione digitale, da blog, da Facebook, in
rete ed omologata, che non produce effetti, che non
precede, che non incalza eventi.
Facciamo il tifo per i magistrati, i nuovi eroi di
questo nostro tempo malato, coloro che nell’immaginario
collettivo, bastonano il potere e i potenti corrotti,
liberandoci dalle angherie quotidiane, dalle catene
dell’asservimento politico, da chi ci opprime, da chi
ipoteca il nostro futuro.
Muti e senza esporci attendiamo, sperando che scoppi il
bubbone che riporti certezza, diritti, regole e
convivenza civile.
Qui si campa senza certezze, dove non c’è un progetto né
un’idea di futuro, ma solo passato, dove nessun Obama
verrà mai a regalarci.. un sogno!
Sono in macchina con la mia famiglia, mentre ho questi
brutti pensieri, sulla strada
che porta al Centro Commerciale, per comprare scarpe
nuove ai miei figli.
All’improvviso, questi si mettono a soffiare forte con
la bocca, indirizzando il fiato in direzione delle
distanti eliche dell’energia pulita che hanno fatto
diventare la Calabria più vicina all’Olanda, con i suoi
mulini a vento.
Le nostre eliche sono bianche e anche gli alti tralicci
a cui sono attaccate hanno lo stesso colore (il candore
dell’energia pulita).
Le grandi imprese del nord hanno portato in Calabria
cose moderne, bianchi e supertecnologici mulini a vento.
Un tocco di colore sulle nostre verdi montagne e
colline, immutate da secoli... a battere la fiacca.
Che bello.. ragazzi!! Quando sarete grandi e farete la
scampagnate vi sembrerà di stare all’aeroporto!!.
Un’elica sembra muoversi.. fa mezzo giro e poi si ferma.
Preso anch’io da questa voglia infantile, provo a
credere che il mio fiato possa davvero far muovere le
eliche.
Dai ragazzi.!! Soffiate insieme a me, più forte che
potete.!!..
Niente da fare!. Non si muovono!
Nel frattempo mi sorpassa un’auto blu, con la scorta.
Allora immediatamente faccio smettere i ragazzi che sono
ancora intenti a soffiare nella direzione delle eliche,
attaccati con la bocca al finestrino.
Dai.!! Smettetela, per favore.!! Se no, qualcuno oggi
passa un guaio.!
Se dentro la macchina blu, c’è un magistrato e vi vede
intenti a soffiare in direzione delle eliche, prende
nota che manca il vento e qualcuno finisce nei guai!!
Basta così, per oggi !!
E’ Domenica e quei poveri amministratori, che hanno
stipulato la concessione, sono andati a messa insieme
alle loro famiglie a prendere la comunione e ringraziare
il Signore per la Provvidenza, in fondo sono tutti dei
bravi cristiani..
Il Signore perdona ogni peccatuccio, mica è nella
Magistratura.
Vito Perri
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