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18 Febbraio
2009 20:23 Nome:
Vito Perri
Angeli e puttane
I delinquenti venuti dell’Est hanno smesso di giocare a
bowling
con i bambini italiani, massacrandoli con le loro
macchine, in ogni angolo del Bel Paese.
Annoiati di giocare sempre a birilli, hanno cambiato
giochino.
Ora si stanno specializzando nella violenza carnale,
stuprando donne e incaute ragazzine, nelle ore serali.
Da noi ci si diverte alla grande, meglio della
Playstation.
Bella terra, l’Italia!
Basta scolarsi un paio di bottiglie e via con lo sballo!
Se poi ti acciuffano, basta premere start, sul
joystick
e sei di nuovo per strada a scorrazzare impunito.
Il popolo italiano è tollerante sia con le marachelle
degli stranieri che con quelle dei nostrani ragazzotti
annoiati, che non trovando di meglio da fare, si
divertono ad abbrustolire qualche povero barbone mentre
dorme su una fredda panchina di una stazione ferroviaria
o nel pestare a sangue, insieme all’allegra comitiva,
qualche amichetto disabile, rigorosamente ripreso con l’iPhone,
amorevolmente regalato all’esuberante marmocchio, da
mamma e papà.
Il piccolo stronzo, deve pur possedere la tecnologia
adatta per mettere in rete il filmato su You Tube,
immortalato mentre infierisce con la crudeltà di un
Kapò,
sul malcapitato.
Per il resto, in Italia e nella nostra regione, tutto
fila liscio.
Nessuno si lamenta più, finalmente un po’ di pace.
Se non fosse per l’opposizione parlamentare, capeggiata
dall’On. Di Pietro, a impensierire l’equilibrio
stabilito e consolidato dei partiti, ci sarebbe calma
piatta.
Un Parlamento all’inglese, con tanto di
fair play.
Anche Walter Veltroni lascia la dirigenza del PD, con
l’aria che tira, meglio mollare tutto.
Ad impensierirci c’è solo un piccolo gruppetto
d’irriducibili manifestanti, che propagano il sospetto
anche sulle nostre istituzioni, insinuando chi sa quali
complotti ad opera dei cosiddetti poteri forti.
Un gruppo d’incontentabili lamentosi, che non hanno
ancora capito bene che parlare liberamente dei poteri
forti in Italia, è come coglioneggiare con King Kong,
accarezzandolo in contropelo.
E’ assurdo pensare che quei politici, gli stessi che
conosciamo bene fin dall’adolescenza, nello stesso modo
di Capitan Miki e Black Macigno, siano poi capaci di
brutte cose.
Balle!!
Questi, se fanno una rampa di scala gli viene l’affanno,
altro che poteri forti.
Al massimo, considerata l’età li si può accusare di
essere affetti da prostatite cronica, ma non è mica un
reato!
Le stesse malelingue parlano anche di disinformazione e
propaganda di regime.
Roba da sessantottini.
Altro che informazione da Repubblica delle Banane, qui
in Italia si sa tutto, proprio tutto, grazie alla libera
stampa… perfino i pettegolezzi di zia Vincenzina e delle
comari di paese.
Il popolo italiano è ben informato.
I giornali e le televisioni pullulano di giornalisti
indipendenti, liberi e non asserviti al potere politico.
Attendo con trepidazione la centesima puntata di Porta a
Porta dedicata al delitto di Cogne e inoltre mi sono
preparato anche sul delitto di Garlasco e su quello di
Perugia.
In nessun’altra parte del mondo c’è una informazione
così dettagliata.
Mille trasmissioni di gossip per monitorare i Vip
nostrani e gli abiti che indossa la First Lady, Michelle
Obama, che fa tanto tendenza, per non essere poi
accusati di provincialismo, alla pari del famoso “We
can” dell’illustre marito, Barack.
Ci hanno anche attrezzati per il televoto, strumento di
grande democrazia, per cacciare i concorrenti antipatici
o chi ci sta sulle balle, dall’Isola dei Famosi.
Per non parlare poi del calcio e delle trasmissioni
d’informazione sportiva dove secondo per secondo, in
tempo reale, sappiamo gli spostamenti di
David Beckham
e gentile signora,
nella “Milano da bere”.
E se vi annoiate, cento fanciulle prosperose e
intriganti, per scaldarvi il cuore.
Un mare di tette e di culi, sempre pronti a distrarvi se
vi vengono i brutti pensieri da recessione economica,
imposte da chi di dovere come dicono i maligni, nel
mignottaio televisivo, contrariamente da come la penso
io, per doti artistiche delle stesse signorine.
E per finire, la ciliegina sulla torta…Sanremo!
Sanremo è il massimo che si può desiderare al mondo, per
un degno
karakiri encefalico.
Perché… Sanremo è Sanremo!
Troppa democrazia a volte fa prendere fischi per
fiaschi.
Altro che disinformazione e propaganda.
Certamente sono voci perfide diffuse ad arte, da precise
fonti giornalistiche faziose, d’ispirazione bolscevica.
Brutta gente, questa.
Si dice che nelle notti di luna piena, abbeverano i
cavalli in una fontana nei pressi di Piazza Navona,
cibandosi di bambini e non togliendo mai il colbacco.
Una vera rarità, una giacenza del ‘68, bolscevichi
incalliti, molto comunisti, che con caparbietà
diffondono tendenziosi sospetti sul sano giornalismo e
su dei galantuomini in carriera.
È risaputo che il potere non tollera intromissioni,
perché insistere? È maleducazione!
Chi amministra la cosa pubblica sa bene come e cosa
fare.
È un servizio totalmente rivolto al benessere della
gente, una missione, una vocazione spirituale, uno mero
sacrificio, una chiamata del Signore a beneficio del
popolo (“coglione” come diceva Trilussa).
Non bisogna interferire, creando disagio agli
amministratori, facendoli incazzare, distrarli dal
perseguire fini nobili e interessi collettivi.
È per questo che si circondano di amici fidati, un
gruppo ristretto, un piccolo comitato interno per
decidere con discrezione, con tatto, con cautela, per
non alimentare aspettative ed appetiti insani. Sarà, che
poi non è anche vero quel che si dice in giro, che in
fondo sono tutti pappa e ciccia, che tutti hanno un
prezzo, un’ interesse da tutelare.
Solo il burattinaio conosce bene gli appetiti delle
marionette.
Questo, sa come dispensare, elargire risorse,
mistificate nell’interesse collettivo.
Pattuisce alleanze e inusuali amicizie d’affari e di
quattrini.
I cosiddetti “moralmente onesti”, contribuiscono per
interesse di bottega a spalleggiare solidi comitati
d’affari, scodinzolando ed attraendo “l’utile idiota”,
il quale nel corso degli anni determinerà
inesorabilmente il suicidio morale di un’intere
comunità.
Un po’ come nella sindrome di Stoccolma, quando la
vittima s’innamora del proprio carnefice.
Si tace per mero opportunismo, tappandosi il naso per
interesse, sperando che gli altri non siano a conoscenza
dei vantaggi che traggono gli onesti agnelli, seduti al
tavolo degli innocenti, ma con carte truccate.
Ammesso che mi sia ancora rimasto un neurone in discreta
forma, non ho intenzione di sfiancarlo sul malaffare.
La politica dovrebbe essere il dovere civile d'ogni
cittadino
e
non il mestiere degli astuti, quale mezzo sbrigativo per
arricchirsi.
Sono così disilluso dalla vita che non pretendo che chi
amministra, abbia le virtù morali del
Dalai Lama.
Il primo ministro polacco Rakowski, parlando del proprio
mestiere diceva:
“Se non si è sorretti da una gran forza morale, in
politica perfino un angelo diventa una puttana”.
Vito Perri
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