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20
Luglio
2009 17:10 Nome: Toto email:
galloro.antonio@inwind.it
Mi
ero ripromesso di non scrivere, di stare ad aspettare,
ma di tempo ne è passato fin troppo.
Mentre sono messi a repentaglio il quieto vivere e la
sicurezza del nostro paese, mentre viene colpita
l’intera comunità, dal pensionato al professionista,
dall’imprenditore al piccolo commerciante, c’è chi
ha deciso di chiudersi dietro un muro di omertà e di
silenzio, come a voler nascondere o esorcizzare
la realtà dei fatti. Non una parola è stata
spesa per deplorare i gravi avvenimenti che si stanno
verificando nel nostro paese.
Cari amministratori, il vostro insistito, pesante
silenzio è stato incomprensibile, al punto che ormai un
vostro eventuale intervento sarebbe fuori luogo e
inutile; ma potreste spiegarmi se per voi è questo che
vuol dire amministrare un paese?
L’isola felice di cui parlavate l’estate scorsa è
ancora tale o esiste solo per pochi?
Perché francamente sorge più di qualche dubbio.
Caro primo cittadino, non spetta certo a me ricordarti
che di fronte a situazioni simili, che riguardano la
sicurezza dei propri cittadini, è un dovere
istituzionale intervenire con decisione e prendere
posizioni nette, per contrastare i fatti criminosi e
ripristinare la legalità. Abbiamo atteso e confidato
invano in una tua presa di posizione, ma abbiamo dovuto
nostro malgrado prendere atto che ad oggi non è
avvenuto niente di tutto ciò. In passato ti ho sentito
parlare giustamente di rispetto della legalità, di
trasparenza, di lotta agli abusi e ai soprusi, di
incentivi agli investimenti dei giovani. Ma adesso che
la comunità ha bisogno del sostegno, morale e non solo,
delle istituzioni, l’omertà è piombata come un
macigno.
Per quale motivo?
Mi viene da pensare che se tutto questo fosse avvenuto
in periodo elettorale, le cose sarebbero andate
diversamente.
Caro vicesindaco, è più importante spedire messaggi di
circostanza, seppur significativi, a chi si trova in un
altro continente, piuttosto che esprimere solidarietà
ai paesani che sono stati tanto ignobilmente colpiti? È
così improponibile mettersi nei panni di chi aveva
investito soldi e sogni per il futuro, forse con
l’unica presunzione che anche nel nostro paese, con il
sudore e con i sacrifici, si può costruire l’avvenire
proprio e della propria famiglia?
Cari compaesani, non prevedo un futuro roseo se, come
dicono, il nostro è un paese modello, “preso come
esempio” dagli altri… un paese dove rubano in pieno
giorno migliaia di euro in sigarette al tabacchino,
trafugano salumi a dei pensionati, appiccano fuoco alle
cataste di legna fuori casa, compiono atti vandalici ai
danni del comune, rubano i pneumatici ad un onesto
lavoratore, e ancora rubano una cisterna di gasolio,
incendiano un bar mettendo a repentaglio anche
l’incolumità dei vicini, o derubano due pensionati
dei loro risparmi, che incautamente tenevano in casa.
C’è da chiedersi quando e chi sarà il prossimo,
considerando che tutti questi avvenimenti si sono
verificati in breve tempo... e tutto questo, nel
silenzio assordante di chi, al contrario, dovrebbe farsi
sentire con forza ed ergersi a garante della sicurezza
dei propri cittadini.
Ma forse, chi dovrebbe farlo è troppo impegnato su
altri fronti e non può sprecare il suo tempo prezioso.
D’altronde, che importa se una famiglia è stata
distrutta?
Che importa se una coppia sarà costretta ad andarsene
dal nostro paese?
Che importa se la gente ha paura ad uscire di casa?
È molto più importante presentare alla stampa la
raccolta di santini, promuovere un’abuffata di carne
arrostita, ed ancora, parlare della complessità
nell’organizzare un torneo di calcio.
Queste cose mi fanno riflettere sulle passate elezioni
con consenso bulgaro.
Complimenti per i risultati che stiamo raggiungendo.
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