|
Questo è uno spazio a disposizione di tutti, dedicato alla
pubblicazione di scritti che,
per la loro lunghezza, potrebbero risultare dispersivi nel contesto
del forum.
Per pubblicare nello
"spazio testi", scrivici
qui
07
Settembre 2009 16:41 Nome: Bruno
Cercavo un
termine per definire i politici calabresi, ma non ci
sono riuscito. Loro sono troppo in alto, ogni termine
non è degno del loro valore.
Forse allora bisogna ragionare per categorie, perché
un’unica parola è insufficiente.
E’ ovvio che in Calabria ci sono politici seri e
motivati che svolgono il loro mestiere con onestà e
competenza, persone sagge che considerano il loro
mandato elettorale come una missione al servizio della
comunità. A loro la mia massima gratitudine e stima.
Poi però ci sono almeno altre tre categorie di politici.
Quelli direttamente collusi con la ndrangheta, quelli
che vedono e capiscono la situazione ma fanno finta di
non vedere e non capire avendo come unico obiettivo la
conservazione del loro piccolo orticello di potere e poi
infine quelli che sono palesemente incapaci cioè quelli
che hanno capito nulla o poco della politica e della
vita.
Se dovessimo fare una graduatoria certamente la più
pericolosa fra le tre categoria è la seconda.
Quella cioè che ricomprende i politici che fanno finta
di non vedere.
Il loro peccato è duplice, di azione e di omissione.
Con le loro azioni hanno contribuito a diffondere del
clientelismo e con le loro omissioni hanno contribuito a
che la ndrangheta entrasse nel cuore delle istituzioni.
Questi politici sono lontani dal bene della Calabria, a
loro non interessa che i soldi pubblici siano spesi per
opere vere che servono alla collettività. No, la loro
massima ambizione è dirottare i finanziamenti pubblici
nei loro collegi perché più soldi si spendono più voti
si ottengono.
Sono maestri nella gestione dei “posti pubblici”, anche
se spesso sfugge loro il significato della parolina
“merito” cui fa riferimento la Costituzione.
Il “posto” non si assegna al giovane capace e
intelligente, ma all’amico dell’amico che non è né
capace né intelligente.
Il risultato è che avremo un bravo e incazzato giovane
che fornirà le sue capacità al nord o all’estero, mentre
in Calabria avremo un pubblico servizio gestito da un
incapace.
Dunque alla Calabria resterà un medico incapace o un
insegnate ignorante o un ingegnere fannullone, ma al
saggio politico è rimasto un piccolo bacino di voti e
soprattutto un nuovo schiavo da utilizzare
all’occorrenza.
E di fronte a questa situazione i calabresi cosa fanno?
Ho qualche idea in proposito e ve la esporrò più avanti.
Ciao.
|