Che
toccasse a me la felice incombenza di salutare la tua prima
grande performance a livello nazionale l’ho sempre pensato,
che quel momento potesse materializzarsi così presto è stato
come un dirompente sussulto nella mia attuale ordinaria
quotidianità.
Mercoledì 20 maggio ore 11 mentre scorro frettolosamente le
ultime notizie sui nostri siti paesani m’imbatto negli
auguri che Francesco Galati rivolge ad Alessandro d’Acrissa
(?!). Senza neppure il tempo d’interpretare il frastuono che
m’invade la mente in una sorta di trance mediatico smanetto
nervosamente tra mouse e tastiera alla ricerca del video
fatale. Vi giungo affannato e lì il crogiuolo di emozioni
che in un crescendo rossiniano vado provando è assai
difficile da descrivere.
Innanzitutto mi sembra non banale ricordare che la magica
visione avveniva all’interno dell’Istituto Magistrale di
Vibo proprio dove in un’indimenticabile 27 maggio 1997 il
nostro complesso Pegaso, nell’ambito del progetto “La scuola
incontra le nuove risorse del territorio”,tenne un concerto
che senza retorica può definirsi come il vertice massimo
raggiunto nel corso della nostra parabola artistica.
Eravamo,fra l’altro, freschi reduci dalla sala d’incisione e
il nostro Cd “Riflessi” impazzava nei juke-box di S.Nicola.
L’entusiasmo degli oltre mille alunni dell’Istituto (90%
ragazze!)ci travolse o meglio travolse il nostro
giovanissimo frontmen, gran bel fighetto ma soprattutto
dotato di una voce che già allora bucava il cuore. Ricordo
che alla fine dell’esibizione fosti letteralmente sommerso
da quella marea di teenagers ed io,osservando quel gioioso
assalto,dall’alto della mia età matura,mi chiedevo a quanti
bagni di folla saresti andato incontro nel futuro radioso
che già allora immaginavo per te dacchè, come suol dirsi, la
classe non è acqua.
Io
non so se tu te ne sia accorto (forse l’emozione di un
cimento così impegnativo te l’ha impedito) ma durante la tua
esibizione su Rai 1 noi tutti Pegaso eravamo alle tue
spalle, invisibili naturalmente ma ebbri di un’ emozione
quantomeno pari alla tua,abbracciati l’un l’altro come
quelle ultime concorrenti di miss Italia che si giocano il
titolo.Io stavo tra Francesco e Stefano,poi c‘erano
Gregorio,Cocò,Vittorio,Pasquale,Antonio e via via tutti gli
altri che hanno partecipato a quell’esaltante settennio di
amicizia,musica e bagordi.
Ero
attentissimo a tutto ciò che avveniva in quel teatro ma
subito sono stato come assalito dal tuo piglio deciso e
sicuro,ho sorriso agli sdolcinati complimenti della
conduttrice ma soprattutto mi sono appassionato a quelli ben
più mirati e competenti espressi da quell’ autentico
santone che è il maestro Vince Tempera.
Noi
tutti,sempre più avvinghiati in quell’abbraccio vibrante, ci
guardavamo con occhi lucidi di emozione e pur nell’ovattato
silenzio imposto dalla circostanza sembrava volessimo urlare
all’unisono,proprio come le mamme di quelle residue
aspiranti al titolo di miss : “Ma guarda tu che portento che
abbiamo messo al mondo!”. Con buona pace di mamma Teresa
(alla quale promettiamo una serenata sul leitmotiv
“benedetta, benedetta la mamma tua, che t’ha fatto, che t’ha
fatto così bello…”).
A
proposito,ma lo sai che nella ripresa televisiva mi ha molto
colpito la tua bellezza,intesa nel senso più spontaneo e
immediato del termine. Suvvia non malignare! (anche se è
lecito in tempi bui come questi). Detto da uno come me che
notoriamente ha sempre ed esclusivamente declinato i propri
desideri al femminile (di quante battutacce da caserma mi
avete fatto segno,ricordi?!) mi sembra un complimento da
poter incassare con rassicurante sorriso.
Tu
conosci bene la mia smisurata passione per il cosiddetto
“bel canto” oggi facilmente assecondata da quel meraviglioso
mostro che è Internet grazie al quale sono riuscito ad
assemblare un’oceanica raccolta di tutti i generi musicali
ma in cui la tradizione lirico-sinfonica la fa da padrona.
Ebbene sono pronto a scommettere che la prossima esplosiva
emozione che mi farai vivere sarà il giorno in cui nella mia
cartella dal titolo “Nessun dorma” che già annovera oltre
trenta differenti versioni (dai Tre Tenori singoli od in
formazione a Bocelli,da M.del Monaco a G. di Stefano
passando per F.Corelli) potrò festosamente adagiare anche
quella di Alessandro d’Acrissa.
Non
ti spaventare! Sarà una sorta di beneaugurate ingresso
nell’Olimpo che,son certo,potrà ancor più suscitare nuovi
stimoli per vette sempre più ardite.
“All’alba vincerò” ti ho sentito cantare con una voce e un
portamento che,per dirla con espressione trita ma non priva
di efficacia,hanno bucato il video e, in diretta
prosecuzione, il nostro stomaco. Ebbene “Vai e vinci!” io ti
dico, mutuando la celebre frase con la quale il mai
abbastanza compianto comune amico Colantone porgeva i suoi
sanguigni auguri, sempre arrangiati sullo spartito di
tintinnanti bicchieri di Ballantine’s, a chi fosse in
procinto di cimentarsi in un’opera impegnativa.
Vincerai,Alessandro! Non foss’altro perché a far da cornice
alla superba purezza delle tue corde vocali c’è ancora,e son
certo ti accompagnerà lungo tutta la tua carriera, lo
spontaneo atteggiamento di ragazzo amabile e che sorride
alla vita,esemplare puro e autentico della genìa sannicolese.
Noi Pegaso saremo sempre accanto a te,fieri di un
inestinguibile sodalizio umano prima ancora che artistico e
felicemente ansiosi di condividere i tuoi futuri trionfi.